Politica

Ambiente, Sergio Costa: “A ottobre in Italia la prima Cop dei giovani, abbiamo già invitato Greta”

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In un’intervista al Corriere della Sera il Ministro dell’Ambiente presenta la Conferenza sul clima di Milano dell’anno prossimo, confermando la presenza di Greta Thunberg.

L’anno prossimo una parte degli eventi della Conferenza dell’ Onu sul Clima, in particolare i panel dedicati ai giovani, si svolgeranno ad ottobre a Milano. A presentarli è il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa al Corriere della Sera.

Visto il protagonismo dei giovani, CopYouth diventerà un evento chiave?

«Ne ho parlato con il sindaco di Milano e con il presidente della Regione Lombardia. Sono entrambi entusiasti, come lo sono io. È la prima volta nella storia delle Cop,su un’intuizione tutta italiana. Giovani di tutto il mondo che si incontrano per due giorni, con una Dichiarazione finale che sarà portata in novembre alla Cop26 di Glasgow e presa in carico dai decisori. L’aspirazione è che diventi poi un appuntamento strutturale».

Greta dice «educhiamo gli adulti». È d’accordo?

«È la prima volta nella storia dell’essere umano in cui i figli educano i genitori. I giovani hanno una marcia in più, sono più liberi, dobbiamo creare le condizioni per ascoltarli. Passare dalla protesta in strada alla proposta».

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Quindi Greta è invitata?

«Ma certamente. Come saranno invitati, a carico dell’Italia, i giovani di ogni Paese che compone la Cop, e anche l’inviata di Un Youth, Jayathma Wickramanayake»

La parola chiave a Cop25 è «ambizione». L’Italia appoggerà il preannunciato piano della presidente della Commissione Ue che punta addirittura a tagliare del 55% le emissioni entro il 2030?

«L’Italia ha appoggiato l’elezione di von der Leyen proprio perché l’aveva preannunciato. L’Italia è uno dei 66 Paesi al mondo che ha firmato l’impegno per la decarbonizzazione entro il 2050 e ha depositato nel dicembre dell’anno scorso un Piano energia e clima considerato dall’Unione Europea tra i tre migliori dell’Ue, pur essendo ancora da rivedere su alcuni passaggi. Bruxelles ci ha fatto dei rilievi, li stiamo verificando per poter alzare le ambizioni. In linea con la realistica possibilità poi di applicarlo».

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L’Italia chiede però all’Ue che gli investimenti verdi non vengano contati nel debito. Ce la farà?

«Il commissario Gentiloni ha sposato questa idea, non perché italiano ma perché ragionevole. La transizione diventa più veloce e rispetta quello che è stato detto nelle ultime Cop sulla “transizione giusta, che non lascia nessuno dietro”, se puoi investire di più. E per questo serve una deroga al Patto di stabilità»

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«Abbiamo pensato che è più ragionevole intervenire in una legge dedicata, che io immagino sia il Collegato ambientale. Con l’intento di trasformare un Sad in un Saf (“sussidio ambientalmente favorevole”): la categoria non ci rimette, il saldo è zero la tutela ambientale è maggiore»

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E la plastic tax?

«Il ministero di riferimento è Economia e finanza. Noi diamo una valutazione tecnica. Ad esempio: non ha molto senso colpire ciò che è compostabile, degradabile, riciclabile. Poi la decisione finale non può essere nostra».

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Decarbonizzare in Germania significa meno carbone, da noi meno gas e petrolio. Come la risolviamo?

«Nel percorso della neutralità climatica con obbiettivo 2050—se poi si può anticipare ben venga — vuole dire passare dal sistema del cosiddetto carbon fossile attraverso quello che oggi si prospetta come l’unico sistema di transizione, che è il gas, per arrivare poi all’elettrico e all’idrogeno. Là vogliamo arrivare. Però dobbiamo prima attraversare il guado».

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