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Ambiente, la nuova frontiera per ridurre le emissioni: camion alimentati con un pieno di whisky

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Una delle più famose distillerie di whisky scozzesi sta usando gli scarti della produzione del liquore come carburante per i loro camion delle consegne.

Non poteva non venire dalla Scozia l’idea di usare gli scarti della lavorazione del whisky come carburante. La soluzione è stata trovata dalla celebre distilleria Glennfiddich, come modo per ridurre le emissioni della sua flotta di camion nell’ottica di ridurre completamente l’impatto ambientale (di tutte le distillerie scozzesi) entro il 2040, un obiettivo a quanto pare raggiungibile.

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I tre veicoli “test” stanno infatti percorrendo regolarmente le strade di consegna del prezioso liquido distribuite in Scozia. L’unica differenza è che inquinano oltre il 90% in meno rispetto al GPL che usavano prima facendo risparmiare anche sui costi di smaltimento dei materiali. Questo perché il biogas prodotto dalla distilleria e usato come carburante arriva dai resti dei chicchi di malto lavorati ottenendo il whisky. Normalmente, sarebbero in parte riciclati come alimentazione per il bestiame e in parte smaltiti (cioé buttati).

 


Oltre a ridurre le emissioni di CO2 per singolo camion, questa soluzione taglia nettamente la diffusione di gas serra e altri prodotti dannosi normalmente diffusi dagli scarichi degli stessi mezzi. Considerando che solo la distilleria Glenfiddich ha ben 20 camion in servizio, i benefici sull’ambiente (quando tutti useranno lo stesso carburante) sono notevoli. Inoltre, si punta a rendere disponibile questo carburante anche alla concorrenza, nell’arco dei prossimi mesi.

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L’intero sistema si basa infatti su semplici punti di riferimento posizionati nei pressi delle distillerie che riforniscono camion Iveco appositamente modificati a livello di motore. Una volta che più distributori e veicoli saranno a disposizione per le consegne, non ci dovrebbero essere intoppi perché i camion alimentati a whisky diventino lo standard.

 

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