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Ambiente, la lotta dei giovani indigeni per proteggere le proprie terre

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Il 2019 è stato l’anno delle proteste dei giovani contro il cambiamenti climatici. Greta è stata l’attivista simbolo di questa protesta ma ci sono migliaia di giovani attivisti indigeni che da anni protestano contro i governi per preservare le proprie riserve.

Il 2019 è stato sicuramente l’anno dei giovani. In tutto il mondo i giovani sono scesi per le strade per chiedere ai propri governi di prendere azioni contro i cambiamenti climatici. La teenager svedese Greta Thunberg è stata sicuramente il volto di queste manifestazioni ma la sua protesta è iniziata da poco più di un anno. Chi invece non è nuovo a questo tipo di proteste sono i giovani indigeni. Nel freddo clima dell’Alaska, la popolazione dei Gwich’in Nation sta facendo il possibile per proteggere l’Arctic National Wildlife Refuge dal presidente Trump e le compagnie petrolifere. Nella Foresta amazzonica, la tribù Kichwa sta cercando di salvare la più grande foresta pluviale del mondo dalla deforestazione. In Centro America, la tribù Cabécar stanno cercando di spostare l’attenzione sulle energie rinnovabili. Al centro di queste proteste ci sono i giovani. Ecco l’intervista a tre giovani di differenti parti del mondo che hanno lo stesso obiettivo: proteggere la terra in cui vivono.

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  • Isaiah Horace, Alaska, 20 anni

Perché combatti? Combatto per proteggere la fauna e gli abitanti dell’Alaska dalle estrazioni di gas e petrolio, perché distruggono l’ambiente, gli animali e la nostra gente. Sarebbe molto pericoloso per lo stile di vita dei nativi.

Perché i giovani indigeni dovrebbero essere al centro della lotta? Penso che noi dovremmo essere al centro di questa lotta perché saremo la prossima generazioni di capi indigeni che continueranno la battaglia. I più anziani, che hanno già combattuto per la causa, aiutano i giovani a conoscere la terra, gli animali, il proprio stile di vita e come proteggerlo.

Qual è stata la più grande vittoria del 2019? La più grande vittoria è che i giovani si sono uniti a noi per protestare contro il governo e far capire alle compagnie estrattive che l’estrazione di petrolio e gas potrebbe danneggiare l’ambiente, specialmente a causa dei cambiamenti climatici. Una legge è stata introdotta al Congresso per fermare la trivellazione nell’Arctic National Wildlife Refuge.

Cosa vorresti vedere nel 2020? Mi piacerebbe continuare a vedere meno estrazioni nella riserva e in generale in Alaska. Continuare così è più pericoloso che utile.

Quale sarà il tuo ruolo per assicurarti che questo accada? Aiuterò a dare voce alla missione e ottenere supporto insieme al comitato Gwich’in Steering.

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  • Helena Gualinga, Ecuador, 17 anni.

 

Perché combatti per il pianeta? Ho iniziato quando una compagnia petrolifera ha iniziato a colpire la mia comunità. Volevano venire a trivellare senza il consenso del mio popolo, supportati dal governo ecuadoregno. Ho iniziato a combattere per i cambiamenti climatici perché mi sono sentita responsabile per quanti danni queste compagnie stanno causando ai nostri territori e ai cambiamenti climatici. Non voglio che i miei figli crescano in questo modo.

 

Perché i giovani indigeni dovrebbero essere al centro della lotta? Il fatto è che gli indigeni e in particolare i giovani sono il futuro. Siamo quelli che proteggono la foresta. Gli indigeni in generale hanno protetto la foresta e gli oceani da sempre. E’ semplice: dovremmo essere incaricati di quello che stiamo proteggendo ed è sbagliato e ingiusto che le compagnie stiano cercando di portarcelo via.

Qual è stata la più grande vittoria del 2019? Il risveglio del mondo. Anche se è un processo lento, le persone si stanno finalmente svegliando per ciò che sta accadendo sui cambiamenti climatici e gli indigeni sono stati violati.

Cosa vorresti vedere nel 2020? Vorrei vedere molte persone risvegliarsi, ma vorrei anche vedere decisioni concrete dai politici e i governi in modo che ci siano risultati. Le persone continuano a parlare ma poi non c’è nulla di concreto.

Quale sarà il tuo ruolo per assicurarti che questo accada? Vengo dall’Amazzonia, quindi il mio ruolo è rendere le persone consapevoli di ciò che sta avvenendo nella foresta e che impatto avrà sui cambiamenti climatici.

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  • Jeffry Eduardo Torres Cortes, Costa Rica, 24 anni

Perché combatti per il pianeta? Combatto per la mia casa, per dove vivo, per i terreni che ci hanno lasciato i nostri antenati. Combatto per i luoghi dove i miei antenati hanno vissuto. Perché è qualcosa che è mio, mi appartiene, che è sempre appartenuto alla mia famiglia. Se non combattessi per questo, i miei figli un giorno non avrebbero nulla. Quindi combatto per assicurarmi che abbiano un futuro.

Perché i giovani indigeni dovrebbero essere al centro della lotta? Siamo un esempio di come le persone dovrebbero vivere. I giovani hanno la capacità di prendersi cura e rispettare la terra dove vivono. Usiamo la tecnologia senza distruggere la nostra casa. Non penso che dovremmo essere al centro di questa lotta perché non siamo in grado di risolvere tutti i problemi del mondo. Ma possiamo dire “guardate, questo è quello che facciamo per proteggere i nostri territori”. E’ qualcosa che viene dai nostri padri, dai nostri antenati ed è un insegnamento che tutti possiamo apprendere.

Qual è stata la più grande vittoria del 2019? Per me il 2019 è stato un anno molto importante. Abbiamo dato via ad un progetto ad energia solare. Questa è una grande vittoria perché stiamo fornendo l’energia alle comunità più remote. L’ultima comunità in cui siamo andati il 21 dicembre ha detto che finalmente avrebbe potuto godere della luce senza che le candele bruciassero la loro casa. Sto finendo l’anno con una vittoria per il mio popolo, per la mia casa e per quelli che stanno aspettando qualcosa di buono.

Cosa speri di vedere nel 2020? Voglio portare avanti questo programma ma è una lotta senza fine. Possiamo fare qualcosa di buono per la nostra terra ma ci sarà sempre qualcosa per cui lottare e dobbiamo essere disposti a tutto.

Quale sarà il tuo ruolo per assicurarti che questo accada? Il mio ruolo è l’impegno per i giovani di tutto il mondo, la mia casa, la mia terra, la responsabilità di combattere per quelli che non sanno cosa sta avvenendo. Continuerò a farlo fin quando ne avrò la forza e la salute. Questo è il mio impegno per questa lotta, combattere nel miglior modo possibile.

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