Ambiente. La Compagnia di San Paolo si riorganizza, cambia logo e immagine. La missione invece resta la stessa, con un piccolo cambiamento.

“Il traguardo – spiega il segretario generale Alberto Anfossi – è tenere insieme capacità erogativa e rafforzamento patrimoniale”.

Per raggiungere questo obiettivo la Fondazione ha affrontato quella che il suo presidente definisce come una “rivoluzione genitile“: ovvero, scommettere sull’ambiente.

Il discorso del presidente Francesco Profumo è un bilancio che guarda al futuro.

“Dal 2017 la Compagnia ha proposto un modello di Fondazione centrato sul tema dell’educazione per formare cittadini più responsabili e intervenire in modo efficace sulle disuguaglianze.Per raggiungere gli obiettivi, siamo partiti da tre pilastri: l’educazione, l’innovazione e lo sviluppo. Concetti che in questi anni si sono evoluti e ampliati. Oggi la Compagnia di San Paolo è un agente di sviluppo moderno e sostenibile”.

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Eppure c’è una grossa incognita. Che riguarda lo stesso presidente.

“Il mio futuro? Ci sono le premesse per un altro ottimo quadriennio” taglia corto Profumo al termine della presentazione delle linee di indirizzo al Teatro Carignano.

In prima fila è seduta Chiara Appendino, dalle cui mani passa molto se non tutto: per prassi l’indicazione del presidente spetta al sindaco di Torino e tra i due i rapporti sono altalenanti.

Dal debutto al vetriolo – Appendino ne chiese le dimissioni contestando la scelta dell’ex sindaco Fassino di nominarlo in piena campagna elettorale – i due hanno saputo coesistere e Profumo si è rivelato determinante nel favorire la buona riuscita di alcune operazioni, a cominciare dallo svuotamento del Moi.

La sindaca preferirebbe comunque cambiare ma il suo cavallo, Licia Mattioli, corre per il vertice di Confindustria e Appendino la appoggia in una partita comunque strategica per il territorio.

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Se riuscisse la scalata al vertice degli industriali la sindaca – sentiti gli altri “azionisti” della Compagnia e soprattutto sondate le intenzioni di Profumo – potrebbe dare il benestare (ma forse senza indicarlo direttamente) alla riconferma dell’ex ministro per cui è già arrivato il pesantissimo endorsement dell’ad di banca Intesa Sanpaolo Carlo Messina.

In fondo, con Mattioli in Confindustria e Profumo riconfermato anche grazie a lei in corso Vittorio, Appendino ne uscirebbe tutt’altro che sconfitta. Del resto l’impegno della Compagnia è sempre più massiccio.

Profumo spiega che “per il quadriennio 2017-2020 erano previsti 600 milioni di erogazioni, mentre saranno 720, il 20% in più, nonostante una fase non positiva delle Borse e della situazione economica. Il patrimonio è aumentato di 520 milioni, il 60% in più di quanto previsto dalla legge per il recupero dell’inflazione. Significa che abbiamo messo nelle condizioni la fondazione di avere una prospettiva di crescita e di guardare alle nuove generazioni con maggiore solidità rispetto al passato”.

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