Attualità

Ambiente, Capri chiede protezione dai pescatori illegali

Condividi

Dopo l’ennesimo caso di danneggiamenti ai faraglioni di Capri causato dai pescatori di frodo, le autorità richiedono protezione e leggi specifiche a difesa del patrimonio naturale dell’isola.

I politici locali a Capri stanno sollecitando il governo a istituire una riserva marina protetta intorno all’isola meridionale italiana nel tentativo di proteggere il suo ecosistema marino minacciato dalla pesca illegale e dal sovraffollamento delle barche, secondo quanto citato dall’agenzia internazionale Reuters.

Le rocce sottomarine che circondano Capri sono piene di buchi fatti da pescatori che raccolgono illegalmente le cozze datterine, crostacei che si vendono fino a 200 euro  al chilo sul mercato nero.

Ambiente, i faraglioni di Capri devastati dai pescatori abusivi VIDEO

Un’indagine della polizia durata tre anni ha smembrato due organizzazioni che utilizzavano trapani e martelli per raccogliere i molluschi dalle rocce, compresi i faraglioni simbolo dell’isola, al largo della costa sud-orientale.

Ad aggravare gli effetti della pesca illegale sulla costa di Capri ci sono centinaia di barche a motore che inquinano le acque circostanti durante la stagione turistica estiva.

“Abbiamo deciso di proteggere il nostro ecosistema non solo a causa della pesca illegale delle cozze da dattero, ma anche perché negli ultimi anni sono arrivate sempre più barche sulle nostre coste“, ha detto Paola Mazzina, consigliere comunale di Capri.

Marevivo, tutela del mare nel PNRR. Giugni: “L’inserimento ci ha dato un po’ di conforto”

Mazzina ha detto che sono circa a metà del completamento di un progetto per una riserva marina da presentare al governo, e nel frattempo stanno lavorando per introdurre limitazioni all’accesso in barca alla baia di Marina Piccola, una delle zone più colpite dal sovraffollamento.

(Visited 76 times, 1 visits today)

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Teleambiente.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi di teleambiente.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Stefano Zago