In una lettera al Fatto Quotidiano il Ministro dell’Ambiente fa sua la proposta del cronista Vittorio Emiliani sulla mancanza di giornalisti green, esortando le grandi testate di informazione ad occuparsi di più di ambiente.

Qualche giorno fa il Fatto Quotidiano aveva pubblicato una riflessione di Vittorio Emiliani sulla mancanza di cronisti d’assalto impegnati sul tema ambientale, che invece all’estero spesso sono in prima linea rischiando addirittura la vita. Oggi è stata pubblicata la risposta del Ministro dell’ Ambiente Sergio Costa, che conferma come in Italia ci sia la necessità di “giornalisti green”.

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Questo si deve – scrive Costa – anche al fatto che oggi l’Italia ha assunto una leadership ambientale che prima non aveva: il nostro Paese è,per esempio, leader mondiale nelle tecnologie ambientali e il Green new deal è un’occasione da cogliere al volo per cambiare radicalmente il paradigma ambientale, economico e culturale, che deve trovare nel quotidiano – e negli sforzi congiunti di tutti noi, cittadini ed istituzioni – la cornice operativa per compiere scelte consapevoli e responsabili, rispettose dell’ambiente.

Insomma, il momento è propizio per costruire un’Italia basata sullo sviluppo ecosostenibile. Siamo chiamati a dare un segnale forte e immediato, che si possa tradurre in azioni all’avanguardia sul piano nazionale, europeo e internazionale.

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Ma come evidenziato da Emiliani nel suo articolo – prosegue il Ministro dell’Ambiente – , l’informazione sulle questioni ambientali non ha fatto grandi passi avanti, specialmente nei telegiornali, nonostante i dati del rapporto Ecomedia 2019 ci dicano che nell’ultimo anno l’attenzione nelle edizioni di prima serata delle sette Tg sia cresciuta. Purtroppo ancora poco, siamo fermi ad un 10% del totale delle notizie. E anche per quanto riguarda la stampa, sia cartacea che sul web, mi piacerebbe che ci fossero sempre più giornalisti specializzati e che sempre più testate puntassero su informazione ambientale con inserti o pagine di approfondimento

Il mio è un appello al coraggio, degli editori: che investano sia sulla formazione dei redattori sia sul riconoscimento professionale dei tanti collaboratori competenti che ci sono.  Occorre che editori e caporedattori siano pronti affinché nelle pagine dei quotidiani, nelle testate online e nei servizi tv da loro curati ci sia una presenza maggiore e più accurata dell’informazione ambientale, un’informazione basata su conoscenze scientifiche, verifiche delle fonti, imparzialità nel raccontare gli eventi. Un’informazione che sia anche formazione.”

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Credo che oggi – conclude Costa – ci sia bisogno come non mai di un’informazione e di una divulgazione ambientale corretta e accattivante. Informare i cittadini in modo obiettivo è il primo passo per renderli ambasciatori dell’ambiente, parte attiva nella salvaguardia del pianeta che non può più essere rimandata.”

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