AMBIENTE, UN OCEANO DI PLASTICA INVADE IL PACIFICO

Roma. Piatti, bottiglie, posate, buste, contenitori galleggiano nell’azzurro del mare. La plastica invade le acque l’Oceano Pacifico davanti l’isola di Rotán, nel pieno della seconda barriera corallina al mondo dopo quella australiana. A testimoniarne il degrado ambientale sono gli scatti della fotografa Caroline Power dal mare dell’Honduras.

Un’isola che potrebbe essere un paradiso terrestre, se non fosse per gli effetti evidenti dell’inciviltà dell’uomo.

I rifiuti arrivano nel mare dal vicino Guatemala, trasportati dalle piogge, trasformandosi in veri e propri isolotti tossici per via delle correnti. Un danno enorme per gli Oceani, dove 690 specie risultano a rischio. Un luogo ideale per la vita delle tartarughe marine, che invece si ritrovano soffocate nei sacchetti di plastica che scambiano per meduse.

Sepolta dai rifiuti, anche Henderson, isola del Regno Unito nel mezzo del Pacifico. Per l’eco-tossicologa Jennifer Lavers, sull’isola ci sarebbero in media 670 pezzi di plastica per metro quadrato. Il che equivale a circa 38 milioni di materiale in plastica,con una media di circa 3.570 pezzi di plastica che si depositano sull’isola ogni giorno.

A trasportare i materiali di scarto sono fiumi e correnti oceaniche. Le analisi dei ricercatori su oltre 50.000 pezzi, hanno rilevato che questi derivano da 24 Paesi diversi. Lo stato in cui i rifiuti riversano evidenzia anche il lungo percorso di decomposizione, che li rende “microplastiche” facilmente ingeribili dagli animali e di conseguenza anche dall’uomo.

Dall’ultimo report di Ocean Conservancy è emerso che, di questo passo, entro otto anni il mare sarà invaso da una tonnellata di plastica ogni tre tonnellate di pesce. Un vero scempio non soltanto ambientale ma anche alimentare. Uno scempio cui nessuno sembra intenzionato a porvi fine.

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