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L’AMBIENTE IN ITALIA, TRA SICCITA’ PERSISTENTE E PRECIPITAZIONI DI FORTI INTENSITA’

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L’ambiente in Italia, tra siccità persistente e precipitazioni di forte intensità. Un clima che possiamo definire fortemente altalenante, fatto di persistenti condizioni di siccità ed allo stesso tempo di precipitazioni di forti intensità.

È la fotografia della situazione ambientale italiana contenuta nella prima edizione del Rapporto Ambiente (Snpa), presentato alla Camera dei Deputati, ad un anno dall’entrata in vigore della legge 132/2016 che istituisce il Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente (Snpa).

“In cima alle preoccupazioni internazionali c’è certamente il cambiamento climatico, che diventa sempre più chiaramente una questione con conseguenze misurabili anche a casa nostra, e non riguarda solo posti lontani come l’Artico” – afferma il presidente del Consiglio
Paolo Gentiloni nel suo discorso introduttivo – certamente, questo impegno internazionale deve proseguire”.

“L’Italia nel G7 di Taormina – ha spiegato ancora Gentiloni – ha fatto il possibile, c’è ancora molto da fare sul piano politico e diplomatico e per ridurre nei singoli Paesi le emissioni che producono il cambiamento climatico. Il nostro obiettivo è la totale uscita del carbone nella produzione termo elettrica da qui al 2025; stiamo già avanti sull’utilizzo delle rinnovabili: l’Italia è piuttosto
avanti su una questione che in molti Paesi europei e’ assolutamente cruciale”.

Dobbiamo fare di più, dobbiamo studiare di più. È questo che dico al nuovo parlamento. Il lavoro che abbiamo fatto non va solo continuato, ma anche migliorato” – commenta a margine dei lavori il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, intervenendo alla presentazione dell’Annuario dei dati Ambientali Ispra e del rapporto Ambiente – Snpa alla Camera dei Deputati.

“La mia speranza – ha aggiunto Galletti – è che il ministro dell’Ambiente che verrà dopo di me sia molto più bravo di me. Lo dico da cittadino italiano. Abbiamo cominciato un percorso che cambierà e migliorerà radicalmente il sistema dei controlli in Italia. Occorre una governance che sappia utilizzare più in fondo gli strumenti che abbiamo, perchè non c’è dubbio che le nostre Arpa siano assolutamente adatte a  fare quel mestiere, ma se non le mettiamo in condizione di poterlo fare con estrema abilità  perdiamo soldi e anche il controllo ambientale, che mi preoccupa di più”.

 

Qualità dell’aria: numerosi segnali di miglioramento, ma la situazione rimane critica.

Nel particolare: per il particolato atmosferico (dove il 40% delle stazioni non rispetta il valore limite giornaliero) e per il biossido di azoto (dove il 13% delle stazioni non rispetta il valore limite giornaliero), continuano a registrarsi livelli elevati, che troppo spesso superano gli standard normativi.

Diminuiscono invece le emissioni delle autovetture: nel 2015 le emissioni di CO2 sono scese a 115,1 grammi di CO2 per km (nel 2005 lo stesso valore era 149,5).

Quanto alle emissioni di composti nocivi – si legge ancora – i dati relativi a veicoli Euro 6 immatricolati nel 2014 mostrano che, per quanto riguarda gli ossidi di azoto, il confronto tra i fattori di emissione vede il diesel caratterizzato da valori sensibilmente maggiori
rispetto agli altri carburanti; GPL, benzina e gas naturale compresso presentano emissioni progressivamente decrescenti, con scostamenti tra loro non elevatissimi.

Nulle invece, le emissioni allo scarico per i veicoli elettrici.
Consumo di suolo: particolarmente negativo, nonostante l’importante rallentamento degli ultimi anni, circa 23.000 km2 del territorio nazionale sono ormai persi irrimediabilmente e, con loro, i rispettivi servizi ecosistemici.

In soli 6 mesi, tra il 2015 ed il 2016, sono stati consumati 5000 ettari di territorio, equivalenti a 5700 campi di calcio.

Il rapporto, sottolinea però che “oltre 300.000 ettari, nel 2016, sono stati convertiti ad agricoltura biologica: un’estensione pari quasi a quella della Regione Valle d’Aosta e che è in costante aumento “il numero di operatori del settore (+20,3%) che sceglie questa tipologia di agricoltura, che tende a valorizzare e conservare i sistemi biologici produttivi, senza il ricorso a sostanze chimiche di sintesi”.

 

Inquinamento acustico: uno dei principali problemi ambientali negli agglomerati urbani.

Nel 2016 circa 93 controlli su 100 delle ARPA/APPA sono stati svolti a seguito di esposti della cittadinanza e nel 40,6% di sorgenti controllate sono stati riscontrati superamenti dei limiti normativi.

“I superamenti dei limiti di legge sono in diminuzione ma solo il 59% dei Comuni ha approvato un piano di classificazione acustica, principale strumento di pianificazione e gestione sul territorio dell’inquinamento acustico. A luglio 2017 i casi di superamento dei limiti di legge relativi agli impianti radiotelevisivi (RTV) sono pari a 595, mentre quelli relativi alle stazioni radiomobili (SRB) sono complessivamente 109″.

Nel 2017 sono calate le emissioni inquinanti e “per l’Italia – sottolineano ancora i Rapporti – l’obiettivo di riduzione dei gas serra entro il 2020, assegnato dalle direttive europee, sarà raggiunto”.

“Tra il 1990 e il 2015, le emissioni di tutti i gas serra sono diminuite grazie alla riduzione prevalente di CO2 raggiunta dal settore energetico; nel 2015, tuttavia, le emissioni sono aumentate del 2,3%, come probabile effetto di una ripresa economica. Il National Oceanic and Atmospheric Administration (NOOA) ha registrato, a novembre 2017, una concentrazione media
globale di CO2 atmosferica pari a 405,14 parti per milione (ppm); 400 ppm solo a giugno 2017. Un valore senza precedenti negli ultimi 800.000 anni. La temperatura media annuale globale, nel 2016, ha invece segnato un anomalo aumento di 1,31 C sulla terraferma (+1,35 in Italia), raggiungendo un nuovo record per il terzo anno consecutivo. In Italia, la caratteristica più rilevante del clima, nel 2017, è stata la persistenza di condizioni siccitose e allo stesso tempo la presenza di precipitazioni di forte intensità”.

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