AMBIENTE, LE 6 SFIDE DELL’ECOPROGRAMMA DI SERGIO COSTA

Eco programma Costa. Incentivi per la mobilità sostenibile e Fondo per l’efficienza energetica. Ma anche promozione della Green Economy con incentivi fiscali, più vigilanza e pene più severe sugli ecoreati.

Sono i punti chiave dell’eco-programma del Ministero dell’Ambiente che il ministro Sergio Costa ha presentato in Commissione Ambiente al Senato.

Un pacchetto di proposte presentato come le 6 principali sfide per l’Italia.

Sfide – sostiene Costa – che vanno affrontate con maggiore ambizione, perchè pensare green, ragionare sulle questioni quotidiane in termini d’impatto e rilevanza ambientale significa essenzialmente due cose: proteggere i diritti e la dignità delle persone e offrire nuove opportunità di sviluppo sociale ed economico”.

 

Sfida 1: rendere più ambiziosa la lotta ai cambiamenti climatici con interventi che riducano fino ad annullare le emissioni inquinanti.

Insomma, un percorso che punti allo sviluppo del lavoro ecologico, all’attuazione di norme di sburocratizzazione ambientale, al coinvolgimento diretto della PA sull’adozione di buone pratiche e all’implementazione di misure per migliorare l’efficientamento energetico degli edifici.

Ma soprattutto, favorire la mobilità sostenibile con l’individuazione di incentivi per l’acquisto di veicoli ibridi e total electric, meccanismi premiali per i mezzi a bassissime emissioni, infrastrutture più adeguate e diffuse per la ricarica dei mezzi.

 

Sfida 2: salvaguardare la natura, contrastare la perdita di biodiversità, valorizzare l’acqua come bene comune: attraverso la promozione di un governo pubblico e partecipativo dell’intero ciclo integrato dell’acqua, monitorando i privati coinvolti nella fornitura, nella gestione e nella distribuzione delle risorse idriche.

 

Sfida 3: impedire il consumo e lo spreco di suolo e prevenire il rischio idrogeologico: riformando la legge sulle aree protette e il TU forestale per rafforzare l’aspetto della tutela rispetto a quello dello sfruttamento economico.

 

Sfida 4: assicurare la sicurezza del territorio attraverso la prevenzione e il contrasto dei danni ambientali e la lotta alle tante terre dei fuochi presenti in Italia”: attraverso un rafforzamento dei controlli, un inasprimento delle sanzioni e un aumento delle piante organiche di carabinieri e guardia costiera.

 

Sfida 5: governare la transizione verso l’economia circolare e obiettivo “rifiuti zero”: stop alla plastica monouso, incremento della raccolta differenziata, riduzione degli imballaggi (grazie anche alle leve fiscali) e superamento della logica degli impianti di incenerimento.

 

Sfida 6: diminuire, fino ad azzerarle, le infrazioni inflitte dall’Unione Europea: attraverso istituzione di una task force coordinata dall’ufficio di gabinetto presso il Ministero dell’Ambiente, con il contributo dell’ufficio legislativo e di un referente per ciascuna direzione generale del dicastero e, “dove opportuno- spiega Costa – un rappresentante delle Regioni coinvolte dalla procedura di infrazione, per seguire ogni procedura e stabilire una road map con tempi certi per la sua soluzione anche attraverso l’esercizio del potere sostitutivo”.

(Ad oggi, sull’Italia pendono 13 procedure d’infrazione, che presto diventeranno 14)

 

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