AttualitàPolitica

Amazzonia, la svolta “green” di Bolsonaro. Greenpeace accusa: è solo greenwashing

Condividi

“Adotta un pezzo di foresta” è l’iniziativa del presidente brasiliano Jair Bolsonaro per cercare di ingraziarsi Biden e l’Unione Europea, scatenando le accuse di greenwashing da parte delle associazioni ambientaliste, Greenpeace in testa.

E alla fine anche Bolsonaro si scoprì ambientalista. L’ultimo degli insospettabili, colui che ha sempre definito la Foresta Amazzonica “una risorsa da sfruttare” adesso pare aver abbracciato l’onda Verde che sta travolgendo il mondo.

L’occasione nasce dall’iniziativa “Adotta un parco”,  che consente a privati cittadini e aziende locali e internazionali di donare fondi da utilizzare la conservazione delle aree protette. Tutti quelli che vogliono partecipare dovranno donare un importo iniziale di 50 real (7,5 euro) per ogni ettaro ‘adottato’, 10 euro in caso di investitore straniero. Nel caso in cui tutti i lotti fossero adottati, il potenziale di entrate per il governo è di 3 miliardi di real (460 milioni di euro).

Greenpeace ha subito accusato il governo di promuovere “una campagna mediatica per ripulire la propria immagine mentre continua a distruggere le strutture che si occupano della conservazione del bioma, smantellare l’Istituto Chico Mendes per la Biodiversità (ICMBio), militarizzare le agenzie di controllo e tagliare i fondi”. In realtà, dietro questa iniziativa ci sono motivazioni politiche fondamentali per la sopravvivenza del paese.

Bolsonaro taglia i fondi 2021 per l’ambiente: l’Amazzonia è sempre più a rischio

Il governo è stato costretto in tutta fretta a cambiare politiche ambientali dopo la vittoria di Joe Biden alle elezioni statunitensi per la paura di ripercussioni nell’esportazione di forniture agroalimentari e capi di bestiame, considerando che da sempre allevatori e agricoltori sono la base dell’elettorato del presidente brasiliano, alla ricerca di voti per la rielezione nel 2022.

Da sempre critico nei confronti di Bolsonaro, il neo presidente non ha mai nascosto la grande attenzione al tema dei cambiamenti climatici, mettendo in allarme la diplomazia brasiliana, fino a quel momento impegnata a replicare e tradurre in Brasile il pensiero di Donald Trump. Dopo aver per giorni supportato la campagna sui brogli elettorali del suo amico Donald, Bolsonaro ha cambiato improvvisamente rotta, dicendosi pronto a collaborare con Biden sui temi ambientali.

Bolsonaro scrive a Biden: “Pronti per lavorare insieme per la conservazione dell’Amazzonia”


Il rischio di un pericoloso boicottaggio arriva anche dall’Europa. Allevatori e proprietari terrieri che sarebbero danneggiati anche solo dalla mancata ratifica dell’accordo commerciale tra Ue e Mercosur. Possibilità tutt’altro che remota dal momento che i governi di Francia, Germania e il rappresentante Ue in Brasile, Ignacio Ybañe, hanno già reso noto di non poter ratificare il trattato “fino a che il governo brasiliano non muove passi concreti per la riduzione della deforestazione”.

 


Per evitare che dopo tante polemiche internazionali il cambio di direzione possa sembrare troppo repentino, l’iniziativa “Adotta un parco” tiene a sottolineare che i concetti chiave dell’ideologia di Bolsonaro restano al loro posto. I più volte evidenziati “l’Amazzonia è nostra e dobbiamo guadagnarci” o “le ong e gli stati stranieri vogliono impedirci di esercitare la nostra sovranità”, argomentazioni che servono a ridurre i malumori dei suoi elettori più nazionalisti e conservatori.

Amazzonia, l’ultima di Bolsonaro: “Il mondo dovrebbe ringraziarmi”

 

(Visited 66 times, 1 visits today)

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Teleambiente.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi di teleambiente.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Stefano Zago