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Amazzonia, le aziende contro la riforma del Brasile: “Pronti al boicottaggio”

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Amazzonia, grandi aziende britanniche contro la riforma del Brasile che potrebbe favorire la deforestazione. Arriva l’appello ai deputati e ai senatori per impedire che la legge venga approvata.

L’Amazzonia sempre più a rischio. In Brasile, tra oggi e domani, il Senato potrebbe approvare una riforma che consentirebbe l’occupazione privata del patrimonio pubblico del ‘polmone verde della Terra’. Nonostante il Brasile avesse promesso, solo pochi mesi fa, di mettere fine alla deforestazione selvaggia e incontrollata, il Parlamento potrebbe approvare l’ennesimo, duro colpo per l’Amazzonia. Per questo, quasi 40 aziende britanniche hanno lanciato un appello scritto ai parlamentari brasiliani. Tra queste, compaiono anche grandi catene molto note, come Aldi, Sainsbury’s, Tesco, il British Real Consortium e l’Hilton Food Group. Lo riporta la BBC.

Nella lettera aperta, le aziende spiegano: “Consideriamo l’Amazzonia una parte vitale della Terra, essenziale per il benessere e il futuro del Brasile e di tutto il pianeta”. Le aziende britanniche esprimono solidarietà al popolo brasiliano e criticano apertamente il governo di Jair Bolsonaro, che aveva promesso più volte di prendere iniziative a tutela dell’ambiente. L’ultima occasione risale appena al 22 aprile scorso, durante il vertice per il clima promosso da Joe Biden.

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Negli ultimi anni, la deforestazione dell’Amazzonia si è moltiplicata progessivamente. Solo quest’anno, l’Amazzonia ha perso oltre 174mila ettari, a causa di incendi o del disboscamento. Gran parte della terra viene utilizzata per l’allevamento e dal 2014 ci sono vasti terreni occupati illegalmente. La riforma che il Brasile potrebbe approvare consentirebbe l’acquisto dei terreni già occupati in modo scriteriato e selvaggio.

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L’appello si conclude con una vera e propria minaccia. “Abbiamo molta fiducia nei nostri partner e produttori in Brasile, che si impegnano ad uno sfruttamento sostenibile delle terre” – spiegano le aziende – “Tuttavia, se questa riforma o altre analoghe venissero confermate, non avremo altra scelta che riconsiderare il nostro impegno nei confronti di fornitori storici”.

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Un plauso all’appello delle aziende è arrivato da Mike Barrett del WWF britannico. “Non possiamo contrastare la crisi climatica senza l’Amazzonia, rischiamo di essere spinti ad un passo dal punto di collasso” – spiega Barrett – “Il Parlamento brasiliano rischia di distruggere le vite di persone e animali che ci vivono ed è incoraggiante vedere che l’allarme viene lanciato anche da grandi aziende”.
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