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Amazzonia, indagato il ministro dell’Ambiente brasiliano. “Bolsonaro ha un piano per il disboscamento”

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Amazzonia senza pace. Mentre il ministro brasiliano dell’Ambiente, Ricardo Salles, è sotto indagine, le ong ambientaliste denunciano un piano ordito dal presidente Bolsonaro per intensificare il disboscamento.

L’Amazzonia senza pace. Non bastano gli effetti dei cambiamenti climatici a mettere a rischio la foresta più grande del mondo. La politica del governo presieduto da Jair Bolsonaro continua infatti a minacciare il ‘polmone verde della Terra’ e lo dimostrano non solo le intenzioni della maggioranza in Brasile, ma anche gli ultimi sviluppi giudiziari che hanno interessato Ricardo Salles, ministro dell’Ambiente.

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Greenpeace ha chiesto le dimissioni di Salles dopo che alcuni uffici del ministro sono stati perquisiti nell’ambito di un’indagine su un presunto schema di contrabbando di legname proprio in Amazzonia. La perquisizione è stata effettuata dalla polizia federale su disposizione della Corte suprema di Brasilia. Ricardo Salles è accusato di appartenere ad un’organizzazione che avrebbe facilitato il contrabbando di prodotti forestali negli Stati Uniti e in Europa.

 

Come riporta il quotidiano Estado de Sao Paulo, il giudice della Corte suprema Alexandre de Moraes starebbe concentrando i suoi sforzi su movimenti finanziari anomali da parte del ministro. Tais Bannwart, portavoce di Greenpeace in Brasile, ha dichiarato: “Il ministro Salles deve essere immediatamente rimosso dall’incarico, anche se questo non sarà sufficiente per superare tutti i problemi creati dalla politica anti-ambientale del governo”.

L’appello di Greenpeace Brasile sembra però destinato a cadere nel vuoto. Eduardo Bolsonaro, deputato e figlio del presidente brasiliano, ha infatti recentemente giudicato Ricardo Salles come “il miglior ministro dell’Ambiente nella storia del nostro paese”. Una posizione ribadita anche dal capo del governo, come riporta sempre Estado de Sao Paulo. Intanto, però, Greenpeace ha denunciato un nuovo tentativo di favorire, da parte del governo Bolsonaro, il disboscamento dell’Amazzonia: “C’è un accordo con la potente lobby dell’agro-business, favorito proprio da Salles, per smantellare gli enti preposti alla sorveglianza della criminalità ambientale e per abolire i vincoli che vietano la deforestazione nelle zone abitate dalle tribù indigene”.

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