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Amazzonia, licenziati per aver protetto la foresta da taglialegna e minatori

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Due ispettori di Ibama sono stati licenziati per aver protetto la Foresta pluviale in Amazzonia dall’invasione illegale di taglialegna e minatori, distruggendo i macchinari degli invasori.

Renê Luiz de Oliveira e Hugo Ferreira Netto Loss stavano solamente facendo il proprio dovere come funzionari pubblici quando sono stati licenziati il 30 aprile. I due ispettori dell’agenzia ambientale Ibama avevano messo in moto ad inizio mese una campagna nello Stato di Para, nel Brasile del sud, per prevenire l’invasione illegale nei territori indigeni in Amazzonia, che stanno soffrendo a causa della distruzione della foresta causata dal disboscamento e l’estrazione mineraria illegale.

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Oliveira e Loss hanno allontanato gli invasori, distruggendo i macchinari utilizzati nelle terre indigene Araweté Indigenous Lands, Apyterewa e Bacajá Trench, nelle quali vivono oltre 1,700 indigeni. L’efficienza di questa campagna nella lotta all’estrazione illegale, alla deforestazione, al traffico di animali e ad altri crimini ambientali che avvengono nelle aree protette non è stata ignorata dal Governo. Il 30 aprile il ministro dell’ambiente Ricardo Salles ha licenziato Oliveira e Loss, colpevoli di aver svolto solamente il proprio dovere.

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 Il 6 maggio il Presidente Jair Bolsonaro ha firmato il decreto 10.341 / 2020, che prevede che “le agenzie federali e le entità pubbliche per la protezione dell’ambiente siano coordinate dai Commandos, disposti dal Ministero dello Stato per la difesa, responsabile per le operazioni”. In pratica le ispezioni ambientali in Amazzonia saranno condotte dall’esercito, che coordinerà anche le operazioni delle organizzazioni ambientali.

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Un altro decreto presidenziale inoltre proibisce la distruzione dei macchinari utilizzati dai minatori e dai taglialegna.

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