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Amazzonia, i delfini rosa rimasti senza protezione ora rischiano l’estinzione

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La moratoria per proteggere i delfini rosa dell’Amazzonia, voluta dall’amministrazione Rousseff, è scaduta ad inizio 2020. In mancanza di un rinnovo, questa specie di delfini potrebbe fare la fine di quelli dello Yangtze, estinti nel 2007.

Il delfino rosa dell’Amazzonia è stato inserito nel 2018 nella lista delle specie a rischio dell’IUCN. In natura si crede esistano meno di 10,000 esemplari, sebbene sia difficile stabilirne un numero preciso. Similmente ad altri delfini di fiume, questi comunicano con una serie di tonalità di fischi. “Queste sono creature veramente speciali” ha commentato Natanael dos Santon, una guida del Mamiraua InstituteSono estremamente intelligenti e in grado di mostrare diversi comportamenti, come gli umani”.

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Occupando i bacini del Rio delle Amazzoni e dell’Orinoco, questi mammiferi di acqua dolce sono protetti dalla legge brasiliana ed è illegale ucciderli, nonostante per anni siano stati presi di mira dai bracconieri. A gennaio 2015, durante la presidenza di Dilma Rousseff, il governo ha introdotto una moratoria di 5 anni per proibire la caccia ai piracatinga, pesci che vivono in quelle stesse acque, con lo scopo di proteggere i delfini. Il divieto è scaduto ad inizio 2020 ma non è stato ancora rinnovato dall’amministrazione di Bolsonaro, che più volte ha dimostrato di mettere il profitto davanti alla protezione dell’ambiente. Secondo gli esperti, se il divieto non dovesse essere rinnovato, i delfini rosa potrebbero fare la stessa fine dei delfini dello Yangtze, estinti nel 2007. “Credo che l’assenza della moratoria possa portare all’estinzione” ha avvertito la dottoressa Vera da Silva, ricercatrice di INPA “Non tutti gli obiettivi della moratoria sono stati raggiunti, di conseguenza questa deve essere estesa”.

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Da Silva ha raccontato di aver incontrato nel 2019 le autorità del Secretariat of Production of the State of Amazonas (SEPROR) per trattare dell’estensione della moratoria ma da allora l’argomento non è stato più discusso.  Il pericolo è rappresentato dalla stagione della pesca, che inizierà a luglio: “C’è una gran quantità di ignoranza. Abbiamo bisogno di informazioni migliori sulle pratiche di pesca. Non ci sono abbastanza informazioni sulle pratiche di pesca, né leggi fonti abbastanza per costringere i pescatori a riportare cosa pescano”. Marcelo Oliveira, del World Wildlife Fund Brazil concorda: “La pesca è una minaccia ma non abbiamo abbastanza dati per stabilire quanto sia. Ma è costoso fare spedizioni per monitorare la popolazione. Molti delfini finiscono nelle reti accidentalmente, le miniere d’oro causano un avvelenamento da mercurio nelle acque e la costruzione di dighe ha ridotto la grandezza dell’habitat. L’estensione della moratoria potrebbe essere una soluzione per proteggere i delfini, ma abbiamo bisogno di trovare un equilibrio tra lo sviluppo e la protezione della biodiversità. Non si tratta di una lotta fra le due cose. Se le comunità fossero coinvolte nella conservazione, i delfini sarebbero al sicuro”.

Fernando Trujillo, direttore scientifico Fundacion Omacha sostiene che la protezione vada fatta su scala internazionale: “La fine della moratoria in Brasile invierà il messaggio che la pesca è possibile in tutta l’America Latina. Dobbiamo lavorare con tutti i paesi in termini di politiche, utilizzando le stesse leggi e gli stessi criteri, in particolare per quanto riguarda il controllo dei confini”. Trujillo crede che la moratoria debba essere estesa per altri cinque anni: “E’ una specie che deve essere salvata e conservata. Questi delfini possono stimolare l’ecoturismo, che permetterebbe alle comunità di guadagnare di più rispetto alla pesca”. Secondo un portavoce del ministero dell’agricoltura la moratoria non è ancora stata estesa poiché “è necessario valutare gli effetti del recupero delle popolazioni di focene e caimani per verificare il successo di queste misure“.

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 Esiste un mito sui delfini di fiume delle amazzoni: ucciderne uno porta sfortuna. Anche ignorando gli effetti sull’ecosistema che avrebbe la scomparsa di questo predatore, le autorità potrebbero prendere in considerazione questa leggenda per decidere se rinnovare o meno la moratoria.

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