Attualità

Amazzonia, la strana alleanza tra Bolsonaro e la Coca Cola: continua il greenwashing delle grandi aziende

Condividi

La Coca Cola è diventata la maggiore azienda privata a partecipare al programma “Adotta un parco” voluto da Bolsonaro per salvaguardare la Foresta Amazzonica. Una strana alleanza in odore di greenwashing tra due dei più grandi nemici del Pianeta.

Un famoso detto recita “chi si somiglia si piglia.” Per questo non sembra strano leggere dell’alleanza tra la Coca Cola e il presidente brasiliano Bolsonaro. La prima è da anni tra le 10 aziende con maggiore impatto negativo sul pianeta, il secondo è considerato il principale artefice della devastazione della Foresta Amazzonica da parte di agricoltori e allevatori brasiliani.

Il motivo però è tutto da raccontare. Secondo Reuters la  Coca-Cola Co ha accettato di sponsorizzare una riserva protetta nella foresta pluviale amazzonica, unendosi insieme al produttore di birra Heineken al programma “Adotta un parco” del governo brasiliano .

Gli ambientalisti dicono che il programma, lanciato quest’anno dal governo di destra del presidente Jair Bolsonaro,è un chiaro esempio di “greenwashing”, ovvero una mossa volta a migliorare l’immagine del governo, in un momento in cui la deforestazione della Foresta Amazzonica è alle stelle.

Amazzonia, nonostante le promesse Bolsonaro taglia i fondi per l’ambiente

Agendo tramite la sua filiale brasiliana, Coca-Cola è l’ottava azienda ad aderire al programma, adottando l’Area di rilevante interesse ecologico Javari-Buriti per 658.850 reais ($ 122.109) per un periodo di un anno.


Il parco occupa 132 chilometri quadrati nella remota parte occidentale dello stato brasiliano di Amazonas e comprende una delle formazioni più dense della foresta di palme di Buriti nel mondo.

Heineken all’inizio di questo mese ha promesso 466.900 reais per sponsorizzare una riserva amazzonica di 93 chilometri quadrati che ospita una comunità tradizionale di schiavi fuggiti nello stato di Maranhao.

Riciclo, tutte le promesse non mantenute di Coca Cola e soci

 Più di 11.000 chilometri quadrati sono stati deforestati nell’Amazzonia brasiliana nei 12 mesi fino a luglio 2020, un’area 14 volte più grande di New York, secondo gli ultimi dati annuali disponibili dall’agenzia governativa di ricerca spaziale Inpe.

Gli ambientalisti incolpano Bolsonaro, che ha indebolito le forze dell’ordine e ha chiesto un maggiore sviluppo nelle aree protette.


Il governo dovrebbe invertire lo smantellamento ambientale … invece di questo programma che apre un enorme spazio per il greenwashing e non risolve il problema“, ha detto in un comunicato Cristiane Mazzetti, ambientalista del gruppo Greenpeace Brasil.

Amazzonia, la svolta “green” di Bolsonaro. Greenpeace accusa: è solo greenwashing

Il ministero dell’Ambiente e il servizio parchi ICMBio non hanno risposto alle richieste di commento a tale critica. Il ministero ha affermato che i fondi verranno spesi per il miglioramento delle infrastrutture e la conservazione ambientale, senza fornire ulteriori dettagli.

Coca-Cola Brasil ha affermato che l’adozione del parco fa parte della sua lunga storia di supporto alla Foresta Amazzonica, senza rispondere alle domande sul greenwashing.

(Visited 90 times, 2 visits today)

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Teleambiente.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi di teleambiente.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Stefano Zago