L’ultima di Bolsonaro sull’Amazzonia: “La foresta non brucia perché è umida”. Così il presidente del Brasile si difende dopo le critiche per la sua assenza alla Cop26.

Jair Bolsonaro e l’ultima ‘perla’ sull’Amazzonia. Il presidente del Brasile, dopo le critiche per la sua assenza alla Cop26 e dopo le accuse di non difendere la grande foresta pluviale, ha dichiarato: “Quelle accuse sono ingiuste, un viaggio in Amazzonia è un’esperienza fantastica, anche per vedere che la foresta non brucia perché è umida“.

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Il presidente brasiliano aveva già dichiarato lo stesso concetto un anno fa, durante un vertice Onu, ma era stato smentito dalla comunità scientifica. “Affermare che la foresta è umida nel suo insieme poteva essere vero 60-70 anni fa. Oggi, con la deforestazione, non è più un fatto“, ha spiegato Antonio Oviedo, dell’Istituto socio-ambientale (Isa), ong attiva in Amazzonia da 25 anni. A smentire Jair Bolsonaro anche Ane Alencar, direttrice scientifica dell’Istituto di indagini ambientali dell’Amazzonia (Ipam): “La deforestazione, il taglio degli alberi e altre attività umane hanno mutato la condizione della selva tropicale come barriera contro il fuoco“.

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Jair Bolsonaro continua quindi a difendere le politiche ambientali della sua presidenza, ma in Amazzonia la deforestazione prosegue senza freni: secondo i dati Ipam, a ottobre sono stati distrutti 877 km2 di foresta, il 5% più dello stesso mese nel 2020, un dato record mai raggiunto in precedenza.

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