Territorio

Amazzonia, Bolsonaro ci ripensa e accetta 12 milioni di dollari dal Regno Unito

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Amazzonia. Il governo brasiliano ci ripensa e decide di accettare aiuti dall’estero per combattere gli incendi che stanno devastando la foresta amazzonica.

A dirlo, il portavoce del presidente Jair Bolsonaro, Otavio Rego Barros, all’indomani del rifiuto degli aiuti offerti dal G7 a Biarritz, in Francia, definendoli un modo per interferire negli affari interni del Paese.

“Il governo brasiliano tramite il presidente Bolsonaro è aperto a ricevere supporto finanziario da organizzazione e anche da nazioni. Il punto essenziale – ha avvertito il portavoce – è che questi soldi che entrano in Brasile siano sotto il controllo del popolo brasiliano”.

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Il governo brasiliano accetterà quindi i 12 milioni di dollari che il Regno Unito ha messo
a disposizione per fronteggiare l’emergenza incendi che da settimane colpisce l’Amazzonia.

L’intesa, fa sapere Brasilia, è arrivata al termine di una conversazione telefonica tra il ministero degli Esteri, Ernesto Araujo, e il primo ministro britannico, Boris Johnson.

Nella nota, il ministero segnala che deve essere ancora definito il dettaglio tecnico che renderà possibile la donazione e che il trasferimento dei fondi dovrà “seguire le direttive del governo brasiliano”.

L’esecutivo del presidente Jair Bolsonaro rivendica da giorni il diritto “sovrano” di gestire in autonomia la tutela dell’Amazzonia, in aperta polemica con alcune capitali occidentali per le “ingerenze di stampo colonialista” sul tema ambientale.

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Nel cosiddetto “polmone del mondo”, segnala il programma anti-incendi dell’Istituto nazionale della ricerca spaziale
(Inpe), si sono concentrati il 52,5 per cento degli incendi divampati tra gennaio e agosto 2019 in tutto il Brasile.

Si tratta del 82 per cento di roghi in più rispetto ai primi otto mesi del 2018.

“Il 30,1 per cento si è registrato nel Cerrado e il 10,9 per cento ha interessato la foresta atlantica. Tra il primo gennaio e il 18 agosto di quest’anno ci sono stati 71.497 incendi, l’82 per cento in più rispetto allo stesso periodo del 2018. Di questi 13.641, il 19 per cento del totale, si sono registrati nel Mato Grosso. Lo stato maggiormente colpito dagli incendi e’ stato il Mato Grosso, seguito da Para’, Amazzonia e Amapa'”.

 

La polemica tra Brasile e Francia.

Ha fatto molto discutere l’annuncio di Brasilia di rinunciare ai 20 milioni di dollari annunciati dal
presidente francese Emmanuel Macron per conto dei paesi del G7, a meno che Parigi non smetta di “minacciare la sovranità del Brasile sull’Amazzonia”.

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“Prima di tutto – ha dichiarato Bolsonaro – il signor Macron deve ritirare gli insulti che mi ha rivolto, mi ha chiamato bugiardo. E poi ha minacciato la sovranità dell’Amazzonia, dichiarando di voler definire uno status internazionale sull’area”.

Il ministro della Casa Civile, Onyx Lorenzoni (il cui ruolo è paragonabile a quello di un primo ministro di un sistema presidenziale) ha sottolineato che il Brasile “ha lezioni da dare all’Europa in termini di protezione ambientale e di protezione forestale“, e che non servono soldi dal momento che “è già stata messa fine agli incendi nella maggior parte del paese”.

Lorenzoni ha assicurato che il governo continuerà a combattere gli incendi e identificare eventuali gruppi criminali responsabili dei fuochi.

I soldi stanziati dal G7 possono essere usati dalla “Francia o da altri paesi perché recuperino le loro foreste” – ha sottolineato Lorenzoni ricordando che la decisione ultima sull’uso dei fondi spetta al presidente.

La polemica tra Brasilia e Parigi sulla gestione dell’emergenza incendi va avanti da giorni.

Inserendo il tema nell’agenda del G7 di Biarritz, l’Eliseo auspicava lo sviluppo di “meccanismi di prevenzione molto più potenti” e la ricerca di una “buona governance” sul tema: “occorre includere le ong, le popolazioni autoctone piu’ di quanto non si sia fatto. E mettere fine ai processi di deforestazione industriale”.

Un piano che faceva guadagnare a Macron l’appellativo di “colonialista” da Bolsonaro, critico con l’idea che i grandi del mondo possano decidere su una questione senza che al tavolo sia presente
nessuno dei protagonisti dell’emergenza.

Macron, da parte sua, ha più volte segnalato che “l’atteggiamento” di Bolsonaro mette seriamente a rischio la ratifica del trattato commerciale tra Unione Europea e Mercosur (l’area che oltre al Brasile comprende l’Argentina, l’Uruguay e il Paraguay).

Una strada ipotizzata anche dal primo ministro irlandese, Leo Varadkar, mentre la Finlandia fa sapere di essere pronta ad esaminare un possibile blocco all’importazione delle carni dal Brasile.

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