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Amazon, responsabile di 210mila tonnellate di rifiuti di imballaggi in plastica. I dati di Oceana

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Amazon sotto accusa dopo il nuovo report diffuso da Oceana: il colosso dell’e-commerce responsabile di 210mila tonnellate di rifiuti di imballaggi in plastica lo scorso anno. Amazon smentisce ma l’associazione ribadisce: “La quantità di plastica prodotto potrebbe avvolgere la Terra fino a 500 volte”.

 

L’inquinamento da plastica di Amazon è oggi sotto esame con la pubblicazione di un nuovo rapporto dell’organizzazione no profit Oceana. Tale rapporto stima che Amazon sia stata responsabile di 210mila tonnellate di rifiuti di imballaggi in plastica lo scorso anno, una quantità enorme che per Amazon però non è veritiera.

Oceana afferma nel suo report che almeno l’1% dei rifiuti di plastica generati da Amazon si sta facendo strada nei fiumi e negli oceani del mondo, il che equivale a scaricare un furgone per le consegne pieno di plastica nei corsi d’acqua ogni 70 minuti.

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La quantità di rifiuti di plastica generata dall’azienda è sbalorditiva e cresce a un ritmo spaventoso – ha osservato Matt Littlejohn, Senior Vice President di Oceana – Il nostro studio ha scoperto che gli imballaggi in plastica e i rifiuti generati dai pacchi di Amazon sono per lo più destinati, non al riciclaggio, ma alla discarica, all’inceneritore o all’ambiente, inclusi, sfortunatamente, i nostri corsi d’acqua e il mare, dove la plastica può danneggiare la vita marina. È tempo che Amazon ascolti i suoi clienti che, secondo recenti sondaggi, desiderano alternative prive di plastica e si impegnano concretamente per ridurre la sua impronta plastica “.

Amazon, impegnato negli ultimi anni nel tentativo di utilizzare materiali riciclabili e compostabili per le sue spedizioni, ha smentito i dati di Oceana con una dichiarazione al sito The Verge in cui sostiene che “la cifra è esagerata di almeno il “350%“. Amazon afferma di utilizzare meno di un quarto del quantitativo di plastica indicato degli ambientalisti.

Oceana ha quindi ribattuto confermando le cifre del suo rapporto, accusando Amazon di poca trasparenza sul reale uso della plastica e sottolineando che “anche se il numero esiguo rivendicato dalla società per l’impronta degli imballaggi in plastica fosse vero, sarebbe comunque un’enorme quantità di rifiuti di plastica, abbastanza da avvolgere la Terra fino a 500 volte”.

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La plastica è una delle principali fonti di inquinamento e sta devastando gli oceani del mondo. Studi recenti hanno stimato che il 90% di tutti gli uccelli marini e più della metà di tutte le tartarughe marine hanno ingerito plastica. Le tartarughe marine e altri animali oceanici scambiano il tipo di plastica come cibo, il che alla fine può rivelarsi fatale.

Secondo un recente studio di Oceana, l’88% degli animali che hanno ingerito o sono rimasti impigliati nella plastica erano specie elencate come in via di estinzione o minacciate di estinzione ai sensi dell’Endangered Species Act

Rapporti scientifici hanno stimato che solo il 9% di tutta la plastica mai prodotta è stata riciclata e il 91% è finito in discarica, incenerito o nell’ambiente, inclusi gli oceani. La crisi dell’inquinamento da plastica in rapida crescita deve essere risolta dai principali inquinatori di plastica

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Il rapporto rivela che il tipo di plastica spesso utilizzato negli imballaggi da Amazon, denominato pluriball, non viene effettivamente riciclato, nonostante le affermazioni dell’azienda di riciclabilità. La maggior parte dei programmi municipali di riciclaggio negli Stati Uniti, in Canada e nel Regno Unito non accettano questo tipo di plastica.

Nonostante l’azienda di Bezos si stia impegnando a utilizzare più imballaggi flessibili, quindi meno inquinanti, non ha ancora condiviso dati chiari suo impegno relativo all’uso di plastica totale, né tramite un portavoce né nel suo più recente rapporto sulla sostenibilità pubblicato a settembre. E a chiedere ad Amazon un maggiore impegno contro l’inquinamento non sono soltanto le associazioni ambientaliste come Oceana ma i clienti di tutto il mondo. In Paesi come gli Stati Uniti, il Canada e il Regno Unito, ad esempio, l’87% delle persone desidera che Amazon e altri rivenditori online adottino imballaggi plastic-free.

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