Clima

Amazon, con oltre 100 aziende per ridurre emissioni di carbonio: greenwashing o realtà?

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Amazon e Global Optimism annunciano che più di 100 aziende hanno firmato il Climate Pledge, un impegno a raggiungere gli obiettivi dell’accordo di Parigi con 10 anni di anticipo e zero emissioni di CO2 entro il 2040. Ma Bezos e Amazon stanno diventando davvero sostenibili?

Tra i 52 nuovi firmatari che si uniscono oggi al Climate Pledge – si legge in una nota di Amazon – ci sono marchi noti come Colgate-Palmolive, Heineken, PepsiCo, Royal Philips e Visa e le italiane Atlantia e Fila Solutions. I firmatari dell’accordo generano complessivamente oltre 1,4 trilioni di dollari di fatturato all’anno a livello globale, contano più di 5 milioni di dipendenti e operano in 25 settori in 16 Paesi: questo dimostra l’impatto collettivo che il Climate Pledge può avere nell’affrontare il cambiamento climatico.

“Siamo orgogliosi di unirci agli altri firmatari e usare la nostra scala per decarbonizzare l’economia grazie ad un vero e proprio cambiamento del modo di approcciare il business e all’innovazione”, afferma Jeff Bezos, fondatore e CEO di Amazon. Shipment Zero è la visione di Amazon per la carbon neutrality, con l’obiettivo di abbattere del 50% le emissioni di CO2 prodotte dalle spedizioni entro il 2030.

“Abbiamo contribuito a fondare il Climate Pledge per mostrare un modello che accelera la decarbonizzazione con le aziende più ambiziose“, ha detto Christiana Figueres, l’ex capo delle Nazioni Unite per il clima, e ora socio fondatore di Global Optimism.

Amazon punta sulla sostenibilità: arrivano i prodotti con l’etichetta “Climate Pledge Friendly”

Da fine settembre Amazon ha iniziato a pubblicare sul proprio sito l’etichetta Climate Pledge Friendly, assegnata ai prodotti che l’azienda propone come “sostenibili”. Sono prodotti che hanno una o più delle 19 diverse certificazioni di sostenibilità (emesse da organismi terzi) che Amazon ha individuato come autorevoli indicatori. Diversi i comparti coinvolti: alimentari, casalinghi ed elettronica, ma soprattutto la moda, comparto tra i più inquinanti al mondo. 

Alla vigilia dell’Earth Day si sono aggiunte quattro nuove certificazioni, che portano così a 23 il numero di quei riconoscimenti che valgono l’etichetta di Climate pledge friendly a chi vende attraverso la piattaforma di ecommerce

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Ma quanto è verde effettivamente Amazon? Impakter ha assegnato ad Amazon una valutazione C, ovvero “mediocre” sul fronte della sostenibilità. L’azienda di Bezos si è prefissata una lunga lista di impegni per ridurre il proprio impatto ambientale: rendere tutte le spedizioni Amazon a zero emissioni di carbonio, potenziare le loro operazioni con il 100% di energia rinnovabile, acquisto di 100.000 veicoli elettrici per le consegne, investimenti per 100 milioni di dollari in progetti di riforestazione e soluzioni di mitigazione del clima, investimenti 2 miliardi di dollari per sostenere lo sviluppo di tecnologie e servizi che riducono le emissioni di carbonio.

Intanto, attraverso il Bezos Earth Fund, che fa capo al boss di Amazon e con capitale sociale 10 miliardi di dollari, sono stati assegnati 791 milioni di dollari a 16 organizzazioni ambientali in gran parte focalizzate sulla ricerca e sull’attuazione di modi per ridurre le emissioni di carbonio, creare posti di lavoro verdi e ripristinare la fauna selvatica.

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A fine dello scorso anno, un rapporto dell’organizzazione no profit Oceana ha stimato che Amazon sia stata responsabile di 210mila tonnellate di rifiuti di imballaggi in plastica lo scorso anno, una quantità enorme che per il colosso però non è veritiera.

Amazon, responsabile di 210mila tonnellate di rifiuti di imballaggi in plastica. I dati di Oceana

 

Oceana ha quindi ribattuto confermando le cifre del suo rapporto, accusando Amazon di poca trasparenza sul reale uso della plastica e sottolineando che “anche se il numero esiguo rivendicato dalla società per l’impronta degli imballaggi in plastica fosse vero, sarebbe comunque un’enorme quantità di rifiuti di plastica, abbastanza da avvolgere la Terra fino a 500 volte”.

Quelle di Amazon sono solo mosse di greenwashing o un piano di investimenti e azioni che col tempo prenderà sempre più strada? Staremo a vedere.

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