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AMAZON, SCIOPERO SI ALLARGA. COINVOLTI ANCHE I SALTUARI

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Roma. All’alba gli scioperanti sono già ai cancelli dell’ Amazon Italia di Piacenza. 

La mobilitazione aumenta e coinvolge anche i “Green badge”, quei lavoratori saltuari chiamati a coprire proprio giornate come questo venerdì e il periodo natalizio. Una manifestazione che coinvolge il 60% dei dipendenti a tempo indeterminato. Nessuna mobilitazione invece dai precari.

A proclamare lo sciopero ieri erano stati i sindacati territoriali del comparto terziario del commercio, nel magazzino del gigante dell’e-commerce a Piacenza. 

500 dei 1600 dipendenti dello stabilimento di Castel San Giovanni di Piacenza hanno chiesto il fermo ai rappresentanti di FISASCAT CISL, FILCAMS CGIL, UGL TERZIARIO e UilTUC UIL, dopo le assemblee dei giorni scorsi.

Un Black Friday 2017 che rischia di diventare davvero nero per il colosso del commercio online. Soprattutto se si pensa che esattamente un anno fa in occasione del venerdì degli sconti, proprio dal magazzino di Piacenza furono evasi 1 milione e 200 mila ordini.

Per Amazon non solo il lavoro è una merce, ma anche il lavoratore lo è, ed è merce deperibile” hanno dichiarato le organizzazioni dei lavoratori, “fintanto che tu lavoratore sei funzionale ai ritmi dell’azienda sei ok. Se ti ‘rompi’, svanisce l’incantesimo.

Condizioni di vita disumane per i lavoratori, senza compenso per gli straordinari e con orari di lavoro inaccettabili. Per questo, i dipendenti hanno scelto di creare il caso, e proprio nel nel giorno in cui gli sconti fanno salire le vendite a picco.

Uno sciopero iniziato ieri e che si prolungherà fino alla mattina del 25 novembre.

L’obiettivo non è creare un danno economico all’azienda, ma solo un disagio che subirà anche il cliente proprio per accendere l’attenzione sulle richieste dei lavoratori – ha dichiarato Francesco Benedetti, rappresentante territoriale FISASCAT CISL – trovare lavoratori dentro Amazon che ci mettano la faccia e si mettano in gioco è difficile, ma se sta accadendo vuol dire che le condizioni sono ormai diventate insostenibili.

Lavoratori costretti a lavorare in notturna no stop per più di un mese, tra polsi doloranti e attacchi di panico. Condizioni che i dipendenti denunciano ormai da anni, uno sfruttamento che va a coinvolgere soprattutto i più giovani.

Ma non è tutto. Dipendenti e sindacati hanno “proclamato fino al 31 dicembre il blocco degli straordinari da parte dei lavoratori” e hanno chiesto ad Amazon un extra in busta paga per la fine dell’anno, come compenso per i “lavori massacranti”.

L’azienda ha sempre risposto negativamente. I primi tentativi calmare le acque arrivano oggi da Amazon. “Cercheremo in ogni modo di far fronte a tutte le richieste di ordini” è l’ultima dichiarazione di Salvatore Schembri, general manager del colosso americano. Ma sulle retribuzioni e condizioni di lavoro dei dipendenti sembra che Amazon per ora non abbia intenzione di fare nulla: “I salari sono tra i più elevati e i lavoratori godono già di una serie di benefit”, ha aggiunto Schembri, che sembra non subire gli attacchi da sindacati e lavoratori.

Insomma, regge il braccio di ferro tra i sindacati e l’azienda.

Fuori dai cancelli dell’azienda, si aspettano gli esiti di un venerdì sempre più nero.

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