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Ama, doppia inchiesta sulla municipalizza capitolina dei rifiuti. Ex assessore Montanari ascoltata in procura

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Ama. Doppia indagine per Ama, la municipalizzata capitolina dei rifiuti. Da una parte c’è la Procura che indaga sul pericolo di dissesto finanziario, dall’altra, la Corte dei conti che indaga sulla gestione del servizio.

Ieri mattina è stata sentita per alcune ore negli uffici della Procura di Piazzale Clodio l’ex Assessore comunale alla Sostenibilità Ambientale, Pinuccia Montanari.

Solo pochi giorni fa, l’8 febbraio, la Montanari si era dimessa dal suo incarico dopo che la Giunta aveva bocciato il bilancio della municipalizzata.

Motivando le sue dimissioni, l’ex assessore aveva affermato di ritenere “ingiustificata la bocciatura del bilancio che getta un’azienda che dà lavoro a oltre 11.000 romani in una situazione di precarietà che prelude a procedure fallimentari”.

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Assoluta riservatezza da parte degli inquirenti sul procedimento, la cui attività di indagine, coordinata dai pm che si occupano dei reati nella pubblica amministrazione, è stata affidata alla Guardia di Finanza.

Dell’indagine affidata al procuratore aggiunto Paolo Ielo ed ai sostituti Luigi Spinelli e Claudia Terracina, trapelano solo pochi elementi: che gli approfondimenti sono partiti negli ultimi mesi del 2018 e che in parallelo, sono state avviate verifiche anche dalla procura regionale della Corte dei Conti dove si sta cercando di approfondire l’intera questione che riguarda il contratto di servizio fra Comune e Ama inclusa l’applicazione delle sanzioni per eventuali disservizi.

Sul tema dei rifiuti ricordiamo che lo scorso anno, la sindaca Raggi aveva inviato a piazzale Clodio una serie di informazioni su anomalie e stranezze, segnalando anche il gran numero di cassonetti incendiati che hanno causato disagi nella raccolta dell’immondizia.

Proprio su questo tema, in Procura era stata avviata da diverso tempo una serie di procedimenti che potrebbero presto finire in una maxi-indagine.

Si tratta di accertamenti avviati alla luce di esposti presentati da comitati di quartiere o semplici cittadini.

Nelle denunce vengono inoltre ipotizzati una serie di profili penali, compresa l’interruzione di pubblico servizio, per la mancata raccolta dei rifiuti nei cassonetti e nelle strade della Capitale, in particolare nel periodo a cavallo tra Natale e Capodanno.

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Sempre in tema di rifiuti è al momento contro ignoti l’indagine, in cui si procede per disastro colposo, avviata dopo l’incendio che ha interessato l’area del Tmb Salario l’11 dicembre.

Nelle scorse settimane i magistrati hanno affidato una nuova consulenza al fine di verificare la velocità di propagazione delle fiamme.

Obiettivo di chi indaga è accertare la natura del rogo.

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