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Alto Adige, parchi giochi contaminati da pesticidi. Il nuovo studio

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Pesticidi nei parchi giochi e nei cortili delle scuole causato dalla vicinanza delle aree a coltivazione intensiva. I risultati del nuovo studio basato sui campioni raccolti in provincia di Bolzano.

Un nuovo studio conferma i risultati raccolti già nel 2017 relativi ad una diffusa contaminazione da pesticidi nei parchi pubblici vicini ad aree agricole a gestione intensiva. Lo studio è stato appena pubblicato su Environmental Sciences Europe e lo hanno curato la dottoressa Fiorella Belpoggi, direttrice scientifica dell’Istituto Ramazzini di Bologna, Caroline Linhart, Simona Panzacchi, Peter Clausing, Johann G. Zaller e Koen Hertoge.

LEGGI il documento integrale del nuovo studio

Sono stati valutati i campioni raccolti in 24 siti  nei parchi gioco e cortili delle scuole in provincia di Bolzano (19 campi da gioco, quattro cortili scolastici e un mercato pubblico) distribuiti in tutta nella provincia autonoma (7 siti in Val Venosta, 8 in Val d’Adige, 6 in Bassa Val d’Adige e 3 in Valle Isarco).  Il Sud Tirolo è tra le principali aree di produzione di mele e vino in Europa ed è una delle aree più esposte ai trattamenti fitosanitari. 

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In questo nuovo studio sono stati trovati residui di pesticidi anche in periodi con poca o nessuna applicazione di pesticidi nel campo (autunno e inverno): molti dei residui rilevati sono endocrini principi attivi e alcuni di essi (tiacloprid, bupirimato, captan, folpet) sono “sospetti cancerogeni per l’uomo”, secondo le autorità dell’Ue.

Metodo dello studio e risultati

I dati sui residui sono stati analizzati da 96 campioni di erba raccolti in primavera, estate, autunno e inverno dal Servizio medico altoatesino in 19 parchi giochi pubblici, quattro cortili scolastici e un mercato situato all’interno di paesaggi agricoli gestiti intensivamente. I campioni sono stati analizzati per 281 sostanze utilizzando la gascromatografia e la spettrometria di massa. Sono stati trovati in totale 32 residui di pesticidi e un agente conservante. Quasi tutti i siti (96%) sono stati contaminati da almeno un residuo durante l’anno; nel 79% dei siti è stato riscontrato più di un residuo.

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Tra i residui rilevati, il 76% è classificato come sostanze attive endocrine, capaci cioè di alterare il sistema ormonale anche a dosi molto basse, con le più alte concentrazioni di:

  • insetticida clorpirifos metile (0,71 mg kg ⁻¹);
  • erbicida oxadiazon (0,64 mg kg ⁻¹);
  • fungicidi captan (0,46 mg kg ⁻¹);
  • fluazinam (0,23 mg kg ⁻¹).

Il numero di residui, le loro concentrazioni e la proporzione di siti contaminati variano nel corso delle stagioni (p <0,001). Venticinque residui sono stati trovati nell’83% dei siti in primavera (concentrazione mediana 0,240 mg kg ⁻¹), nove nel 79% dei siti in estate (0,092 mg kg ⁻¹), tre nel 50% dei siti in autunno (0,076 mg kg ⁻¹) e quattro nel 17% dei siti in inverno (0,155 mg kg ⁻¹).

 

LEGGI il documento integrale del nuovo studio

I parchi giochi già esaminati nel 2017 nello studio precedente, sono stati più spesso contaminati da più residui di pesticidi nel 2018 (p = 0,045).

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Lo studio non solo ha confermato che la contaminazione riguarda tutti i periodi dell’anno ma in alcuni casi la situazione è peggiorata segno che non sono state adottate misure adeguate.  – spiega la dottoressa Belpoggi in un’intervista rilasciata per la rivista Il SalvagenteUn altro aspetto che emerge con forza dal nostro lavoro è sicuramente il tema della deriva per volatilizzazione e quindi della contaminazione accidentale: la vicinanza, a volte eccessiva visto che i vigneti sorgono anche a poche decine di metri dai centri abitati, delle coltivazioni alle aree sensibili espongono i cittadini ogni giorno dell’anno ai pesticidi, alcuni dei quali con profili di rischio davvero elevati“. 

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