Alluvione in Toscana, dopo la tragedia ora è allerta sanitaria

La Società Italiana di Medicina Ambientale raccomanda un monitoraggio a lungo termine tra la popolazione: ecco tutti i potenziali rischi.

A oltre una settimana dall’alluvione che ha colpito duramente la Toscana, la situazione è ancora molto critica. Dopo la tragedia delle otto vittime, uccise dalla furia dell’acqua che ha invaso strade e case, ora c’è una nuova emergenza, stavolta di carattere sanitario. La Società Italiana di Medicina Ambientale, infatti, stima che l’alluvione abbia riversato in strada oltre 100mila tonnellate di rifiuti e una quantità incalcolabile di fango. E questo, potenzialmente, è un grave problema di salute pubblica.

Se gli effetti diretti dell’alluvione si sono mostrati subito in maniera evidente e drammatica, per quelli indiretti il monitoraggio è possibile solo nel lungo periodo. E mentre resta in vigore l’allerta meteo arancione su praticamente tutta la Toscana, c’è preoccupazione per le conseguenze a lungo termine dell’alluvione di inizio novembre.

Sima, infatti, ricorda che lo straripamento delle acque reflue causato dalle inondazioni può aumentare, specialmente in categorie più fragili come anziani e bambini, il rischio di infezioni come norovirus, epatite A e rotavirus, oltre a quelle causate da parassiti e batteri, tra cui il Campylobacter, l’Escherichia coli e la Salmonella, solo per citarne alcuni.

Tra le possibili conseguenze, quindi, malattie gastrointestinali, dermatiti e congiuntiviti, ma non solo. La rottura di condotti sotterranei, lo straripamento di scorie tossiche o il rilascio di sostanze chimiche possono causare anche avvelenamenti. Inoltre, l’acqua stagnante favorisce la diffusione di zanzare e altri insetti, vettori di malattie trasmissibili all’uomo. Il tutto, senza considerare poi gli effetti psicologici, con i disturbi post-traumatici che eventi così drammatici possono generare nella popolazione residente.