Salute

Basta alluminio per gli alimenti! Ecco le alternative che fanno bene alla salute e all’ambiente

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Pellicola di plastica e carta stagnola per gli alimenti, quali alternative ci sono? Ecco due packaging innovativi realizzati con la cera d’api che fanno bene all’ambiente e soprattutto alla salute.

La carta stagnola a contatto con gli alimenti è tossica, può migrare negli alimenti e “portare a un superamento della dose massima stabilita” con “potenziale rischio per la salute per fasce vulnerabili della popolazione”, in particolare bimbi e donne in gravidanza. A far scattare l’allarme un documento del Comitato nazionale per la sicurezza alimentare (Cnsa), pubblicato sul portale del Ministero della Salute.

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Il pericolo è quello che si manifesta nei periodi di tempo più lunghi di conservazione, quindi è più prudente adottare soluzioni alternative. Sul mercato esistono già dei packaging sostitutivi ed innovativi che fanno bene alla salute e all’ambiente, affrontando anche un altro grave problema connesso agli imballaggi, quello della plastica.

Beeopak

Sono involucri salva cibo nati dalla sperimentazione di due giovani mamme torinesi, Monica Fissore e Clarien van de Coevering, che l’anno scorso hanno creato un’azienda dopo aver scoperto l’esistenza di un tessuto trattato con cera d’api e altri ingredienti.

“Ci ha ricordato la vecchia carta cerata con cui le nostre nonne avviluppavano il formaggio, prima che la plastica invadesse le nostre tavole”, raccontano le ideatrici di Beeopak.

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Come è realizzato Beeopak?

Realizzato a mano con ingredienti biologici e 100% naturali: cotone biologico, resina di pino, cera d’api e olio di nocciole, che ammorbidisce e non unge. Il risultato sono quadrati di più formati . La cera d’api ha proprietà traspiranti e antibatteriche che favoriscono la buona conservazione del cibo e, insieme alla resina e all’olio, rende il tessuto adattabile alle superfici e adesivo. Basta scaldare il quadrato con le mani e questo aderisce a piatti e contenitori.

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Apepak

Completamente naturale, composta da fibra di cotone e cera d’api, quasi una “seconda pelle”, riutilizzabile mille volte, è Apepak, la pellicola che arriva dalla provincia di Treviso.

La produzione è stata, infatti, affidata alla cooperativa Sonda, che offre lavoro a persone svantaggiate. L’idea è nata da un’intuizione di Massimo Massarotto e di sua Moglie Molly che vivono in California. Negli USA gli involucri a base di cera d’api erano in voga già da un po’ di tempo ma in Italia prodotti di questo genere non risultavano particolarmente diffusi, hanno deciso di realizzarne uno che fosse in tutto e per tutto italiano.

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Come è realizzato Apepak?

Si presenta come un panno di cotone che, lavorato con cera d’api e olio di jojoba, diventa modellabile e resistente a unto e perdite, condizione ideale per ricoprire gli alimenti.  Inoltre, è un prodotto traspirante e permette al contenuto avvolto di respirare e non inumidirsi evitando la formazione di muffe, materiale perfetto quindi per i prodotti di panificazione e per la freschezza di frutta e formaggi. Questa speciale caratteristica lo fa essere modellabile e permette di coprire interamente sia gli alimenti che i loro eventuali contenitori.

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