Allevamenti in gabbia, la Commissione europea raccoglie l’appello dell’Europarlamento e annuncia di impegnarsi a vietarli. La soddisfazione di Eleonora Evi: “Grande vittoria, impensabile fino a due anni fa”.

Allevamenti in gabbia, la Commissione europea ha raccolto l’appello dell’Europarlamento e ha annunciato di impegnarsi a rispettare l’iniziativa dei cittadini europei (ICE) nota come ‘End the Cage Age‘. L’Esecutivo Ue presenterà una proposta legislativa entro il 2023 per vietare l’uso delle gabbie nell’allevamento. Molto soddisfatta Eleonora Evi, eurodeputata di Europa Verde: “Un risultato storico, una pietra miliare nella lotta per i diritti degli animali e per l’abolizione di pratiche aberranti di allevamento intensivo, che causano la sofferenza di centinaia di milioni di animali, costretti a trascorrere la propria vita in spazi angusti, impossibilitati a girarsi su se stessi e a compiere i più basilari comportamenti naturali“.

Eleonora Evi, in qualità di presidente del gruppo di lavoro del Parlamento europeo per un allevamento senza gabbie, è tra gli eurodeputati che in prima linea hanno lottato per il raggiungimento di un risultato che “era impensabile fino a due anni e mezzo fa, ma reso possibile dalla straordinaria mobilitazione in tutta Europa di cittadini e organizzazioni della società civile. Siamo riusciti a costringere le istituzioni europee a non guardare dall’altra parte, ottenendo impegni concreti che avranno un impatto reale sugli oltre 300 milioni di animali che ogni anno vengono allevati in gabbia“.

Allevamenti in gabbia, il Parlamento chiede alla Ue lo stop entro il 2027

Ora vigileremo affinché la proposta della Commissione europea sia all’altezza delle nostre aspettative“, ha spiegato Eleonora Evi, che è anche vicepresidente dell’Intergruppo per il benessere animale del Parlamento europeo. L’esponente di Europa Verde ha poi aggiunto: “Ci aspettiamo un divieto all’uso delle gabbie per tutti gli animali da allevamento entro e non oltre il 2027, contrastando i tentativi di parte dell’industria e dei loro referenti politici che mirano a ritardare la transizione verso un’agricoltura più umana, che tratti finalmente gli animali come esseri senzienti“.

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