La siccità non risparmia neanche la riserva idrica della Capitale. A rischio anche la trasparenza e la purezza delle acque.

L’allarme siccità, in tutta Italia, preannuncia un’estate molto difficile. Sono tante le aree che, nei prossimi mesi, sono a rischio emergenza idrica, e Roma non fa eccezione. Il lago di Bracciano, la riserva idrica della Capitale, è in notevole sofferenza: il 15 marzo la quota del livello dell’acqua è arrivata sotto i 104 centimetri, un dato calcolato sullo zero idrometrico, fissato a 163,04 metri s.l.m. (limite per lo sversamento naturale nel fiume Arrone).

Ad effettuare i rilievi, ad Anguillara Sabazia, è stato il geologo Alessandro Mecali. “Il livello è basso e senza nuove piogge la situazione potrebbe peggiorare, con conseguenze devastanti sulla flora e sulla fauna. Senza contare che le alghe sono fondamentali per la loro funzione di autodepurazione“, spiega il consulente del Parco regionale di Bracciano-Martignano. Il bacino rischia di toccare i 161,9 metri s.l.m., ben al di sotto dello zero idrometrico, e si rischia di tornare alla situazione del 2017, quando Roma affrontò l’ultima, vera emergenza idrica.

Nell’ultimo secolo la diminuzione di un metro e mezzo si è registrata rarissime volte, ma dal gennaio 2021 a gennaio 2021 il bilancio idrologico è uguale a zero. Questo significa che il livello del lago non è cresciuto, quando per raggiungere uno stato di salute dovrebbe aumentare di almeno 20 centimetri all’anno“, spiega ancora Alessandro Mecali. Il timore per la fauna e la flora del lago di Bracciano è concreto, mentre per quanto riguarda la possibile emergenza idrica la città di Roma sta cercando di intervenire sulle dispersioni (calate recentemente dal 40 al 37%) causate dalle cattive condizioni delle infrastrutture.

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