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Alimentazione, allarme cadmio nelle patate italiane. Rischio cancerogeno per un test svizzero

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Alimentazione. Quindici campioni di patate provenienti da Svizzera, Francia, Italia e Cipro sotto esame.

In più della metà dei prodotti analizzati sono stati trovati metalli pesanti, solanina e pesticidi.

Sono i risultati di un test di laboratorio condotto dal mensile elvetico Bon a Savoir.

Particolarmente allarmanti i risultati del campione di patata proveniente dall’Italia, dove è presente in maniera troppo elevata la concentrazione di metalli pesanti: cadmio e nichel.

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Il primo, superiore in quantità rispetto al limite dettato dalla legge svizzera, tanto da essere considerata “fuorilegge” dal mensile svizzero.

Il cadmio è tra i metalli pesanti più pericolosi per la salute.

Si deposita nel fegato e nei reni, costituendo un rischio cancerogeno per l’organismo.

Proprio a causa dell’elevata tossicità, nel 2011 l’Unione europea ne ha proibito l’utilizzo per la produzione di gioielli, leghe e PVC.

L’avvelenamento da cadmio, causato per inalazione di polveri e fumi o ingestione di suoi composti, causa rapidamente vertigini, gola secca e nausea.

Tra le possibili conseguenze dopo le 24 ore: il manifestarsi di bronchite, broncopolmonite o edema polmonare acuto.

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Questo metallo, è oggi presente nell’ambiente a causa dello spargimento, in passato, dei pesticidi per gli alimenti vegetali che lo contenevano e a causa dei tanti prodotti elettrici che, con il tempo, sono stati smaltiti illegalmente e hanno rilasciato il cadmio in essi contenuto nel terreno.

Il cadmio viene spostato principalmente dalle piogge, che lo portano all’interno delle falde sotterranee che vanno poi a finire nel mare.

Il campione analizzato, presentava inoltre tracce di nichel più alte della media.

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Il nichel, tra i metalli pesanti più presenti nelle contaminazioni alimentari, può provocare eczema in soggetti allergici.

In Italia il limite massimo di nichel giornaliero è di 2,8 microgrammi per chilogrammo di massa corporea: un limite che, per una persona di 60 kg di peso, viene raggiunto con l’ingestione di soli trecento grammi del campione di patate sottoposto alle analisi di laboratorio.

Tra i sintomi più comuni di allergia da nichel troviamo: arrossamenti, prurito, nausea, mal di testa, insonnia, variazioni di peso, cuore e respirazione, infiammazioni del cavo orale, problemi intestinali, stanchezza e malessere.

Da non sottovalutare poi, la presenza di solanina in oltre il 70% del campione di patata analizzato.

La solanina è un alcaloide glicosidico tossico, presente in ogni parte della pianta (comprese foglie, frutti e radici), in quanto è una difesa della pianta contro funghi e insetti.

Presente nella patata a basse dosi ed è concentrata soprattutto nella buccia che è meglio togliere, si forma a causa di cattive condizioni di conservazione.

Se ingerita oltre i limiti può provocare nell’uomo casi d’intossicazione lieve (diarrea, vomito, mal di testa), fino a episodi di intossicazione grave: insufficienza cardiaca, mancanza di respiro e paralisi respiratoria che possono portare alla morte.

Tuttavia i casi di intossicazione grave sono particolarmente rari.

Secondo uno studio tedesco, un chilo di patate dovrebbe contenere fino a 100 milligrammi di solanina per ogni chilogrammo.

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