Clima

Alimentazione, ecco come il cibo può aiutare a contrastare i cambiamenti climatici

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La modalità con la quale abbiamo prodotto il cibo ha contribuito notevolmente all’aggravarsi della situazione ambientale, basti pensare agli allevamenti intensivi, ora ci si chiede se sia possibile invertire gli effetti grazie all’introduzione di un’agricoltura sostenibile.

Daisy è la protagonista dell’esperimento danese per raggiungere l’obiettivo di un’agricoltura sostenibile ed è una mucca. È stata posta in una serra all’interno di una stalla, le viene fornito tutto ciò di cui ha bisogno, acqua e cibo, ma la sua permanenza non si protrarrà a lungo, giusto il tempo di eseguire le analisi dei suoi flati e delle sue emissioni gassose. Proprio le emissioni delle mucche contengono un alto tasso di metano e questo contribuisce in parte alla crisi climatica.

Queste analisi aiuterebbero a trovare un modo per mitigare gli effetti dei gas serra: lo scopo è di trasformare l’agricoltura da un problema del cambiamento climatico in una parte della soluzione.

Il problema del clima non riguarda solo le temperature perché tutte le sue conseguenze, come le inondazioni, gli incendi e la siccità, stanno mutando le parti produttive del pianeta in luoghi in cui è impossibile coltivare cibo.

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Più precisamente non sono le mucche a produrre metano ma i microorganismi chiamati Archea che sono presenti nel loro sistema digestivo. L’obiettivo è quello di dissuadere l’Archea dal produrre metano, avendo come risultato una mucca climaticamente neutra”, ha spiegato Mette Nielsen, professoressa alla Aarhus University.

Da una ricerca è risultato che le alghe possono ridurre del 98% le emissioni di metano di una mucca perché sono in grado di inibire gli effetti dei microorganismi, ma sembra che a loro non piacciano molto; il bromoformio, la sostanza capace del blocco potrebbe ,però essere cancerogena per gli esseri umani.

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In Canada gli operatori di Cascadia Seaweed si stanno adoperando per ingrandire gli allevamenti di alghe.

Da un recente studio dell’Università di Harvard è risultato che le coltivazioni di alghe, oltre ad emettere pochi gas serra, sono 20 volte più efficaci nel catturare il carbonio rispetto alle piante terrestri.

Quando le alghe crescono, una certa quantità finisce nelle profondità dell’oceano e rimane lì per sempre come sedimento, andando a costituire un sequestro permanente di carbonio” ha dichiarato Mike Williamson amministratore delegato di Cascadia Seaweed.

Di Francesco De Simoni

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