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Alghe, le verdure del mare: 10 varietà che ti cambieranno la vita

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E’ una questione culturale, certo siamo in Italia, la patria del cibo, dove un alimento come le alghe, pare non stimoli propriamente il nostro palato, ma ci sbagliamo e abbiamo assolutamente bisogno di conoscerle meglio e magari vi cambieranno la vita, o quasi! Ecco le 10 migliori per la tua salute.

Arrivate in sordina insieme al riso integrale, al tofu, al seitan, alle salse di soia e ad altri alimenti tipici della dieta macrobiotica, le alghe si sono imposte non senza qualche difficoltà nel mercato degli alimenti naturali e biologici.

A frenare una loro più larga affermazione sono alcuni ingiustificati pregiudizi e soprattutto la scarsa conoscenza del corretto impiego alimentare e culinario di questi preziosi alimenti, il cui consumo merita sicuramente una diffusione maggiore di quella attuale.

Il primo pregiudizio da sfatare è quello che vuole le alghe un alimento esotico, tipicamente orientale, del tutto estraneo alla nostra tradizione alimentare. In realtà l’uso delle “verdure di mare” vanta una tradizione antichissima, anche se in gran parte dimenticata, non solo in numerose nazioni europee, ma anche in alcune regioni del nostro paese.

In Scozia e in Norvegia viene preparato addirittura un “pane d’alghe”; mentre in molti centri costieri del Galles e delle isole minori inglesi alcuni tipi di alghe sono vendute regolarmente nei mercatini locali di pesce.

Il paese che vanta la più ricca tradizione alimentare a base di verdure di mare resta comunque il Giappone, dove ogni anno si consumano più di 300 mila tonnellate di alghe, provenienti in parte da vere e proprie coltivazioni situate lungo le coste. Ed è proprio dal Giappone che giungono oggi gran parte delle alghe utilizzate nell’alimentazione naturale.

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Rosso, verde e bruno

Una prima grande classificazione è quella che divide le alghe in base alla loro capacità di assorbire la luce in acque:

  • Alghe rosse: sono prevalentemente confinate ad habitat marini e contribuiscono anche alla formazione della barriere coralline. In particolare possiedono un pigmento, la ficoeritrina che dona loro la particolare colorazione rossa. I cicli vitali della maggior parte delle alghe rosse sono estremamente complessi e comportano un’alternanza di generazioni. In generale le alghe rosse hanno una riproduzione asessuata liberando nell’acqua spore.
  • Alghe brune: possiedono pigmenti come le xantofille e i caroteni che donano la colorazione scura assorbendo i raggi blu-verdi. Sono tipiche dei mari più freddi e alcune specie possono raggiungere anche delle dimensioni notevoli raggiungendo la lunghezza di diverse decine di metri.
  • Alghe verdi: sono le maggiori indiziate quando si indicano le alghe come progenitrici delle piante come le conosciamo oggi. Infatti la presenza di pigmenti quali la clorofilla a e b e il modo in cui questi organismi accumulano le sostanze di riserva sotto forma di amido, suggeriscono l’esistenza di un legame filogenetico con le piante terrestri. L’Ulva lactuca, il cui ciclo riproduttivo viene spesso riportato come esempio di ciclo vitale in cui l’alternanza di generazioni aploidi e diploidi ha lo stesso peso, è un’alga pluricellulare verde. In realtà esistono anche delle forme unicellulari di alghe verdi, come Clhamydomonas e Acetabularia.

Tipologie di alghe

  • Alga Kombu: nome scientifico Laminaria japonica, è un’alga marina giapponese, appartenente alla famiglia delle Feoficee. Detta anche dashima, dasima, fuco, haidai e cavolo di mare, quest’alga di colore marrone scuro cresce nelle acque della costa sud-orientale del Giappone e nei mari del nord Europa. La kombu è molto apprezzata non solo per il suo sapore, ma anche per le sue numerose proprietà benefiche, dovute all’elevata presenza di vitamine e sali minerali, in particolare potassio e fosforo;

 

  • Alga Wakame: originaria dei mari del Giappone, l’alga wakame, è molto ricca di vitamine, proteine e sali minerali come calcio, magnesio, ferro e soprattutto iodio, che la pianta assorbe direttamente dalle profondità marine. Questo minerale, in particolare, è indispensabile per il funzionamento della tiroidee aiuta a contrastarne l’affaticamento occasionale, legato a fattori esterni come cambiamenti climatici e super lavoro. I primi freddi, la diminuzione delle ore di luce, ma anche l’inquinamento e la fatica della ripresa lavorativa tipici dell’autunno creano condizioni sfavorevoli all’attività di questa ghiandola, che tende a impigrirsi;

 

  • Alga Nori: la presenza di vitamina A le garantisce un effetto re mineralizzante, quindi favorisce la crescita di capelli sani e di unghie forti. Gli acidi grassi contenuti in questo tipo di alga hanno diverse proprietà: sono antiaggreganti, antitrombosi, stimolano la produzione di ormoni e riducono il colesterolo. Inoltre alleviano i sintomi premestruali e sembrano prevenire il cancro alla pelle e allo stomaco. La taurina stimola la funzionalità del fegato e mantiene bassi i livelli di colesterolo nel sangue. Le fibre sono di aiuto in caso di stipsi, dando alla nori un leggero effetto lassativo;

 

  • Alga Clorella: la clorella (Chlorella), o alga clorella, è una microalga unicellulare che vive nelle acque dolci. È considerata un’alga utile per disintossicare l’organismo dato che favorisce l’espulsione delle scorie e contrasta l’accumulo di metalli pesanti. In particolare l’alga clorella contiene vitamina A, vitamina C, vitamine del gruppo B e vitamina E che nel loro complesso favoriscono il corretto metabolismo dell’organismo, sono benefiche per la vista e aiutano a contrastare l’invecchiamento precoce e l’azione dei radicali liberi;

 

  • Alga Spirulina: nota anche come Arthrospira platensis, la spirulina è un’alga che vive in laghi salati con acque alcaline. A seguito di studi mirati è emerso che è molto preziosa, in quanto possiede molteplici proprietà nutrizionali e terapeutiche grazie alle sostanze in essa contenute. La spirulina fa bene, grazie alle vitamine presenti, alla vista, al sistema nervoso, al cuore e rimineralizza le ossa. Si tratta di un’alga utile per il sistema immunitario, antiossidante e immunostimolante. Combatte infatti l’osteoporosi, la celiachia e il morbo di Chron. Per la ricchezza di minerali basici, la spirulina rientra tra i cibi alcalini perché contribuisce a ristabilire l’equilibrio acido-base rendendo più alcalini i tessuti. Per finire, grazie alla presenza di fenilalanina, riduce il senso di fame;

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  • Alga Arame: tra le alghe è quella con il sapore più dolce e delicato e rispetto al sapore pungente e piccante dell’alga hiziki va incontro a palati più sensibili e al gusto occidentale. L’alga arame si usa anch’essa soprattutto come contorno e ha proprietà nutrizionali straordinarie da scoprire per arricchire la nostra dieta. Il suo sapore dolce è dovuto alla presenza di uno zucchero naturale non calorico, il mannitolo, ma ha soprattutto alti contenuti di iodio e calcio, che rendono quest’alga bruna un ottimo alleato di benessere. Il contenuto di buoni minerali rende quest’alga utile nel controllo della pressione sanguigna e spesso la tradizione popolare l’associa alle cure di disturbi degli organi riproduttivi femminili o la descrive addirittura come stimolante del desiderio sessuale;

 

  • Alga Agar Agar: è un gelificante derivato dalle alghe rosse Gracilaria, noto in Giappone con il nome di kanten. E’ famoso tra i vegani perché sostituisce perfettamente la colla di pesce, ma ha talmente tante proprietà che conviene inserirlo nella propria cucina, anche se non siamo vegani. Nella cucina macrobiotica si usa sia per i dolci sia per i salati. Ad esempio per gelatine e mousse di frutta, ma anche per sformati di verdure e legumi. Le gelatine o le mousse a base di agar agar sono particolarmente leggere e rinfrescanti, quindi perfette per l’estate. Una volta ottenuta la gelatina, basta frullarla per potersi gustare una mousse di frutta che può toglierci la voglia di dolce e di gelato;

 

  • Alga Hijiki: si tratta di un’alga dalla consistenza più dura delle altre e dal colore molto scuro, quasi nero. Rispetto alle altre alghe, l’hijiki, ha il suo habitat nelle profondità del mare e per questo motivo è ricchissima di minerali e oligoelementi. La caratteristica dall’alga hijiki, come del resto di quasi tutte le alghe, è che una volta poste in acqua per cucinarle, aumentano il loro volume fino a cinque volte risultando molto sazianti. L’alga hijiki, al contrario delle altre alghe, ha bisogno di un tempo di cottura più lungo ma diventa davvero ottima se consumata con le verdure e condita con dell’olio crudo. Sarà sufficiente farle bollire una prima volta in abbondante acqua poi passarle in un’altra pentola e continuare la cottura;

 

  • Alga Dulse: un’alga rossa comunemente chiamata dulse, il suo nome botanico è Palmaria Palmata. La dulse ha un bellissimo colore rosso ed è originaria dell’Atlantico del nord, è costituita da una lamina rosso-bruno, le piante sono piccole, le fronde piatte, lisce e morbide che si aprono come le dita di una mano. Cresce lungo le coste del Finistère in Bretagna, in acque pure e incontaminate, ossigenate dal moto ondoso e dalle maree. Dulse presenta un ideale equilibrio di nutrienti, tra cui ricordiamo la vitamina C, l’aminoacido lisina, il ferro, il potassio, il magnesio e il fosforo. Ha proprietà digestive ed è l’Alga ideale per integrare una dieta ipocalorica;

 

  • Alga Kelp: poiché assorbe le sostanze nutritive dell’ambiente marino circostante, l’alga kelp è ricca di vitamine, oligoelementi ed enzimi. È anche considerata un super alimento, proprio grazie al suo significativo contenuto di minerali ed è particolarmente ricca di iodio, utile per regolare il metabolismo e favorire una corretta funzionalità della ghiandola tiroidea. L’alga kelp, inoltre, è un’ottima fonti di ferro, manganese, calcio, magnesio, rame, zinco, riboflavina (vitamina B2), niacina vitamina B3, tiamina (vitamina B1) e vitamine A, B12, B6 e C. E’ inoltre una fonte naturale di antiossidanti, tra cui carotenoidi, flavonoidi  che aiutano a combattere i radicali liberi, responsabili di molte malattie, sopratutto di quelle ad andamento degenerativo.

 

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