Anche Alessandro Gassmann firma la petizione sul clima

Il popolare attore ha risposto all’appello della comunità scientifica: “In Italia arriveranno moltissimi soldi con il PNRR, ma non abbiamo ancora una strategia”.

Anche Alessandro Gassmann ha firmato la petizione sul clima voluta dalla Società Italiana per le Scienze del Clima (SISC) e rilanciata dal quotidiano “Repubblica – Green and Blue“. La comunità scientifica chiede a tutti i partiti, in vista delle elezioni politiche del 25 settembre, di inserire il tema dell’ambiente nell’agenda dei programmi elettorali. Il popolare attore, che dal 2019 è promotore dell’iniziativa #GreenHeroes assieme ad Annalisa Corrado per raccontare le storie degli eroi green, ha ribadito l’urgenza di salvaguardare il pianeta Terra prima che sia troppo tardi.

La nostra Campagna punta proprio a mostrare quanto la transizione ecologica sia già un’opportunità, che alcuni hanno saputo cogliere. Ora il cambiamento va preteso attraverso un progetto culturale nel quale la politica è centrale“, hanno affermato in un’intervista a “Repubblica – Green and Blue” i due.

Petizione sul clima, Alessandro Gassmann: “La transizione ecologica deve essere una rivoluzione sistemica”

Secondo il regista, “ci sono stati grossi interessi che hanno rallentato la consapevolezza collettiva sulla gravità della crisi climatica. La politica si è fatta sempre molto indirizzare da questi interessi e ora, anche se finalmente almeno a parole ha capito, anche grazie ai grandi movimenti dei giovani, ancora non comprende che sono indispensabili interventi radicali“.

Proprio per questo, secondo Alessandro Gassmann, bisogna continuare a parlare di cambiamenti climatici, di riscaldamento globale e di salvaguardia del Globo, anche perché i cittadini sono già molto avanti rispetto ai Palazzi del potere.

Sono solo l’ultimo a osservare che c’è un incredibile scostamento tra la politica italiana e le richieste e la preoccupazione delle persone in ambito climatico ma non solo. C’è anche un disinteresse della politica nazionale per le eccellenze che ci sono nel nostro Paese dal punto di vista imprenditoriale, dell’innovazione tecnologica e dei tanti enti locali che hanno fatto da pionieri nella transizione ecologica. Ci sono associazioni e cooperative che hanno visto nella sostenibilità una grande opportunità oltre che un dovere etico, però non sono mai riuscite a rendere acculturata la politica su queste realtà“, ha sottolineato l’attore.

Che poi ha concluso: “La transizione ecologica deve essere una rivoluzione sistemica, non solo tecnologica, dobbiamo consumare meno e meglio, occuparci di più degli altri anche in chiave strategica. Ce l’hanno insegnato la pandemia e la crisi energetica: non si può più fare una battaglia per volta e pensare di essere efficaci. (…) Siamo un Paese che non ha ancora un Piano Nazionale per l’Energia e il Clima, sovvenzioniamo ancora le fossili e siamo super dipendenti dal gas di Putin o di altri Paesi che non sono meglio della Russia per diritti civili. (…) Siamo un Paese che ora sarà investito da moltissimi soldi con il PNRR, ma non ha una strategia“.

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