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9 MAGGIO 1978, QUARANT’ANNI FA LA MORTE DI ALDO MORO E PEPPINO IMPASTATO

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Aldo Moro e Peppino Impastato, a 40 anni dalla loro morte. 9 maggio, Giornata della memoria delle vittime del terrorismo e delle stragi.

Sono passati 40 anni da quel 9 maggio 1978, quando, nello stesso giorno, sono stati trovati morti Aldo Moro e Peppino Impastato.

Il primo ucciso dai terroristi che volevano abbattere lo Stato e l’altro dalla mafia che si presentava come Stato alternativo.

In via Caetani, dove i terroristi fecero ritrovare la salma dello statista nel bagagliaio di una Renault 4 rossa, il Presidente della Repubblica depone una corona di fiori sotto la lapide di bronzo che ricorda Moro.

Presenti anche i presidenti delle Camere, Fico e Casellati; il presidente del Consiglio Gentiloni; la sindaca di Roma, Virginia Raggi; il Presidente della Regione Lazio, Zingaretti ed una delegazione del Partito democratico .

“Quarant’anni fa le Br lasciavano in via Caetani il cadavere di Aldo Moro. L’Italia rende omaggio alla memoria di un vero statista. La sua visione politica e culturale ha segnato il nostro Novecento. La sua uccisione pesa sulla coscienza della Repubblica” – scrive su Twitter il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni.

Al Quirinale, è l’inno di Mameli a dare avvio alle celebrazioni per il “Giorno della memoria dedicato alle vittime del terrorismo”  ricorrenza della Repubblica Italiana istituita con la legge 4 maggio 2007 n° 56.

Con l’inno di Mameli, Fratelli d’Italia, hanno preso l’avvio al Quirinale le celebrazioni per la giornata delle vittime del terrorismo. Oltre al capo dello stato Sergio Mattarella, sono presenti i presenti della Camera e del Senato, Fico e Casellati e numerosi ministri tra i quali
Pinotti, Fedeli, Orlando, Delrio. Tra i numerosi presenti anche il vicepresidente del Csm Legnini.

“Il corpo di Moro veniva ritrovato, nella Renault rossa, in via Caetani, il nove maggio di quarant’anni fa. Lo stesso giorno la mafia uccideva Peppino Impastato. C’è un legame che unisce ogni violenza criminale contro la convivenza civile” – afferma il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso della cerimonia al Quirinale per la Giornata della memoria delle vittime del terrorismo.

“Oggi – prosegue il Capo dello Stato – a 40 anni dalla quella tragedia sentiamo il bisogno di liberare il pensiero e l’esperienza politica di Aldo Moro da quella prigione in cui gli aguzzini hanno spento la sua vita e pretendevano di rinchiuderne il ricordo”.

L’ex presidente della Dc – prosegue Mattarella – aveva “una straordinaria sensibilità per ciò che si muoveva all’interno della società. Per le nuove domande, per le speranze dei giovani, per i bisogno inediti che la modernità metteva in luce. Non gli sfuggiva, la pericolosità di tanto ‘imbarbarimento‘ della vita politica e civile. Ma al tempo stesso continuava a scrutare i ‘tempi nuovi che avanzano’ ”.

“Il Giorno della Memoria deve servire anche a questo: a restituirci l’opera, l’insegnamento, le speranze di chi è stato sradicato con la violenza e a mettere tutto questo a disposizione dei più giovani – è il richiamo di Mattarella – e di chi non rinuncia a costruire”.

Per il Capo dello Stato, “cercare la verità è sempre un obiettivo primario della democrazia. La verità è inseparabile dalla libertà. Tante verità – dice – sono state ricostruite e conquistate, grazie anche all’impegno e al sacrificio di servitori dello Stato, mentre altre non sono ancora del tutto chiarite, o sono rimaste oscure”.

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