Alberi. Sessantamila auto al giorno, distribuite su otto corsie nei due sensi di marcia, fanno degli Champs Élysées una gigantesca autostrada urbana, più rumorosa (complice il pavé) e inquinata del périphérique, la tangenziale.

Per questo, il comitato attivo dal 1916 che riunisce i grandi marchi presenti sugli Champs ieri ha presentato una serie di proposte per reinventare, nel giro di 10 anni, uno dei luoghi simboli della capitale.

“Gli Champs Élysées sono sempre stati all’avanguardia, da un secolo mettono in scena ed esaltano le svolte del mondo moderno: il passaggio dalle carrozze a cavalli all’automobile, l’avvento del turismo, del cinema e poi dei grandi negozi del lusso – ha detto il presidente del comitato, Jean-Noël Reinhardt – ma quel che ha costruito il loro successo oggi è diventato una minaccia”.

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Secondo le cifre presentate dal comitato, su 100 persone che camminano sugli enormi marciapiedi, 72 sono turisti (dei quali 53 stranieri e 19 francesi); 22 lavorano nel quartiere; 2 ci abitano; 2 sono persone che vengono da fuori Parigi per una passeggiata, e due sono flâneur parigini.

“Un’immagine classica è quella di Jean-Paul Belmondo e Jean Seberg che passeggiano sugli Champs Élysées in ‘Fino all’ultimo respiro’ di Jean-Luc Godard – ha aggiunto l’architetto Philippe Chiambaretta – era l’inizio degli anni Sessanta, e gli Champs attiravano giornalisti, fotografi, le avanguardie artistiche, il mondo del cinema, erano il luogo della modernità. Vorremmo che tornassero allo splendore di un tempo”.

Negli ultimi anni, dopo un periodo di forte declino, le cose hanno già cominciato a Migliorare.

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I grandi marchi globali, da Tiffany a Nike a Louis Vuitton, sono pronti a spendere cifre enormi per essere presenti in uno dei più importanti luoghi dello shopping mondiale.

Quale migliore occasione allora per sfruttare al meglio non solo il momento favorevole, ma anche i soldi dei privati per superare la retorica dell’«avenue più bella del mondo» e metterla, ancora una volta, al passo con i tempi.

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Il progetto presentato dall’architetto Chiambaretta e dalla sua agenzia PCA-Stream prevede:

  • corsie per le auto ridotte da 8  a 4,
  • più alberi e giardini,
  • più tavolini all’aperto,
  • meno cemento, con l’obiettivo di «ritrovare lo spirito della passeggiata» e attrarre di nuovo il flâneur, quella figura di bighellone parigino che Charles Baudelaire definiva come un «botanico del marciapiede».

“Se presentiamo questo progetto oggi è perché a marzo ci saranno le elezioni municipali e le elezioni del nuovo sindaco di Parigi – ha detto il presidente Reinhardt – all’inizio del nuovo anno chiederemo a tutti i candidati di prendere posizione sulla nostra iniziativa”.

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