Un fallimento preannunciato per uno degli obiettivi dell’Agenda 2030.

Non bastava quello economico, il deficit italiano è destinato ad essere anche ambientale. Tra i vari obiettivi previsti dall’Agenda 2030 dell’Onu, infatti, ce n’è uno che molto difficilmente verrà raggiunto dal nostro Paese: si tratta di quello relativo alle città e comunità sostenibili, per rendere gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili. L’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile (Asvis) lancia l’allarme: per contenere le emissioni climalteranti, da qui al 2030, è necessario piantare in Italia 227 milioni di alberi. Mancano però leggi e piani d’azione, senza contare che, da qui, al 2024, il Pnrr prevede la piantumazione di appena 6,6 milioni di alberi in aree urbane e periurbane.

Il dato di 227 milioni di alberi da piantare in Italia è ricavato dall’obiettivo europeo di 3 miliardi, da raggiungere entro il 2030 con il contributo di tutti gli Stati membri dell’Unione europea. L’Italia, già nel 2013, si era dotata, grazie alla legge n. 10, di un organo come il Comitato per lo sviluppo del verde pubblico, ma l’Asvis denuncia che dal 2015 a oggi i valori di incidenza sono rimasti pressoché gli stessi. Nell’80% dei Comuni italiani, poi, il verde pubblico non supera il 5% della superficie del territorio. Proprio per questo, Asvis chiede di azzerare le proiezioni di sviluppo edilizio non necessarie e la trasformazione in aree verdi, foreste urbane e periurbani. Le varie aree ex militari nelle città dovrebbero poi essere cedute gratuitamente ai Comuni per essere destinate a infrastrutture verdi. Un’altra proposta è quella di rivedere i fondi agricoli non più produttivi e, ancora, la forestazione delle aree fluviali anche per la realizzazione di corridoi ecologici.

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L’Asvis ricorda poi che gli alberi devono essere sottoposti a costante manutenzione e chiede che “tutti i portatori d’interesse della filiera collaborino per organizzare la catena di produzione in modo da rendere disponibile il materiale vegetale richiesto dalle suddette agende e obiettivi con il duplice scopo di sviluppare l’economia e contemporaneamente mettere a dimora alberi sani e longevi nel lungo periodo“. L’ultima istanza è quella di una visione politica e un programma d’azione, senza il quale i progetti non potranno mai diventare realtà.

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