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Agromafie, nel prossimo CdM Ddl contro reati da 24,5 mld

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Agromafie. È salito a 24,5 miliardi di euro, una crescita del 12,4% nell’ultimo anno, il volume d’affari complessivo annuale delle agromafie.

Una crescita che “sembra non risentire della stagnazione dell’economia italiana e internazionale, immune alle tensioni sul commercio mondiale e alle barriere circolazione delle merci e dei capitali”.

Una rete criminale che si incrocia perfettamente con la filiera del cibo, dalla sua produzione al trasporto, dalla distribuzione alla vendita, con tutte le caratteristiche necessarie per attirare l’interesse di organizzazioni che sanno come gestire i vantaggi della globalizzazione, delle nuove tecnologie, dell’economia e della finanza tanto che ormai si può parlare ragionevolmente di mafia 3.0

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Per questo – ha annunciato il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, al convegno sul caporalato promosso dalla Coldiretti a Roma – “nel prossimo Cdm dovrebbe essere esaminato il ddl contro le agromafie”.

Il testo, composto da 14 articoli, fa diretto riferimento al testo predisposto dall’Osservatorio del giudice Giancarlo Caselli e si occuperà di imprese, responsabilità delle persone giuridiche, tutela penale economica e salute pubblica.

“Quando ho inventato nel 2000 il termine ‘agropirateria’ – ha ricordato il Presidente della Fondazione UniVerde, Alfonso Pecoraro Scanio – per denunciare la vergogna del falso Made in Italy, dell’italian sounding, del fatto che a livello internazionale una multinazionale del cibo è molto più tutelata di un Paese per i propri prodotti, volevo e insistevo che ci fosse una normativa sempre più adeguata in questa materia. Finalmente, dopo anni e anni, riusciremo ad avere, e dobbiamo averla, la legge che io chiamerei ‘legge caselli’, per il grande lavoro che ha fatto Giancarlo Caselli con l’Osservatorio Agromafie”.

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“Una legge contro le agromafie e l’agropirateria – ha aggiunto Pecoraro Scanio – una legge che sia chiara, che sia metta. Io spero che il Consiglio dei Ministri l’approvi rapidamente e che Camera e Senato non la lascino andare in una sorta di palude come è già capitato nella scorsa legislatura, dove si annunciava la legge contro le agromafie ma poi non è stata fatta. Ora l’appello è ‘stop agromafie’, ‘stop agropirateria’. Il Paese – conclude – investa in quel settore di ricchezza il nostro Paese questo aiuterebbe gli agricoltori, aiuterebbe gli artigiani della trasformazione agroalimentare, aiuterebbe i consumatori e il prestigio dell’Italia nel mondo”.

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