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Agroalimentare, 300 prodotti di qualità riconosciuti dall’Ue – Agrifood Magazine

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In questo numero di Agrifood Magazine, realizzato in collaborazione con ItalPress: 1)Agroalimentare, 300 prodotti di qualità riconosciuti dall’Ue; 2) Allarme Coldiretti per l’agricoltura, incendi provocano danni per 1 mld di euro; 3) Prosecco Doc, quantità in calo, ottimismo per la qualità; 4)Quali saranno gli effetti del riscaldamento globale sulle coltivazioni?

In questo numero di Agrifood Magazine, realizzato in collaborazione con ItalPress:

1)Agroalimentare, 300 prodotti di qualità riconosciuti dall’Ue: Si amplia il numero delle eccellenze nel settore Agroalimentare di qualità italiano. Nel 2019 il comparto Food dei prodotti dop IGP e stg, riconosciuti dall’Unione Europea, conta 300 prodotti grazie all’ingresso dell’olio extravergine di Puglia IGP. Come emerge dal report dell’Istat il settore Ortofrutticolo e cereali si conferma quello con il maggior numero di riconoscimenti dop, IGP e stg, seguono i formaggi e l’olio extravergine di oliva. Tra i prodotti zootecnici, si posizionano al primo posto per numero di allevamenti il pecorino romano, il pecorino sardo e l’agnello di Sardegna. Tra i prodotti di qualità l’olivivolo oleario si conferma il settore con la maggiore quota di imprenditoria femminile. Le produttrici rappresentano il 31,9% del totale e le trasformatrici il 19,1%.

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2) Allarme Coldiretti, danni per 1 mld di euro: Allarme di Coldiretti per il settore dell’agricoltura. L’ estate 2021 ha segnato il +256% degli incendi, con danni stimati in un 1 miliardo di euro. Sono decine di migliaia gli ettari di boschi e macchia mediterranea distrutti dalle fiamme, senza contare campi, oliveti, pascoli, alberi e animali morti. L’allarme della Coldiretti si basa su dati Effis che evidenziano come sei incendi su dieci siano di origine dolosa, provocati da piromani. Il tutto, aggravato dal fatto che molte aziende agricole hanno chiuso, lasciando campi e boschi senza sorveglianza a causa dell’assenza degli agricoltori. Evidenziando poi i costi onerosi per lo spegnimento dell’incendio, la bonifica e la ricostruzione dell’area, l’associazione dei Coltivatori Diretti continua a sottolineare l’importanza dell’opera di sorveglianza dei cittadini nel segnalare subito gli incendi e sull’importanza della vigilanza, manutenzione e gestione del territorio svolto dagli agricoltori.

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3) Prosecco Doc, quantità in calo, ottimismo per la qualità: La vendemmia 2021 si annuncia in ritardo in tutte le zone vitivinicole, compresa la pasta aurea del prosecco doc che interessa cinque province Venete e l’intero Friuli Venezia Giulia. Come le uve degli altri vitigni veneti, anche la glera prosecco paga dunque pegno per l’andamento climatico che ha contraddistinto quest’anno. Ad oggi lo Stato sanitario delle uve nel grande compensario del prosecco doc è assolutamente soddisfacente secondo ‘Veneto Agricoltura’. Sotto il profilo quantitativo si stimano per quest’anno rese inferiori rispetto ai massimali indicati dal disciplinare. Sul fronte della qualità, gli operatori stimano che è ancora presto per fare i proclami, ma i presupposti sono buoni, in particolare per le aree rimaste indenni dalle grandinate.

 

 

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4) Quali saranno gli effetti del riscaldamento globale sulle coltivazioni?: In che modo il riscaldamento globale avrà effetti sulle coltivazioni e sul raccolto? Sono tanti gli studi che stanno cercando di rispondere a questa domanda. Secondo una recente analisi indiana pubblicata su Nature,  i paesi situati nell’emisfero settentrionale (in particolare Europa, Cina ed est degli Stati Uniti) diventeranno sempre più vulnerabili ai cambiamenti climatici. Al contrario in paesi come Brasile, India e nel Sud-Est asiatico si verificherà un declino degli agenti patogeni che attaccano le colture. Ogni agente patogeno ha infatti bisogno di alcune condizioni (geografiche, climatiche, stagionali) ideali che gli permettono di ‘attaccarsi’ a una specifica coltura. I ricercatori indiani hanno comparato le condizioni climatiche attuali (2011-2030) con le previsioni fatte per il futuro (2061-2080) e, utilizzando quattro modelli climatici globali, è emerso che cambiare il mix patogeno ha effetti negativi in qualsiasi luogo del mondo – non solo nei paesi che maggiormente soffriranno il caldo (come appunto l’India) ma anche in paesi ‘occidentali’ (come il RegnoUnito).

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