In questo numero di Agrifood Magazine, realizzato in collaborazione con Italpress: 1) Raddoppiano le risorse del PNRR; 2) In Italia si consumano sempre meno frutta, verdura e legumi; 3) Allarme nel piatto, la blacklist dei cibi più contaminati; 4) Nasce il Servizio Civile Agricolo

 

In questo numero di Agrifood Magazine, realizzato in collaborazione con Italpress:

1) Raddoppiano le risorse del PNRR: I fondi destinati al comparto agroalimentare italiano previsti dal Pnrr sono più che raddoppiati in seguito al via libera da parte di Bruxelles alle modifiche da parte del Governo. La dotazione finanziaria passa da 3,68 a 6,53 miliardi. A questi vanno aggiunte le risorse del Piano nazionale complementare per un totale di circa 8 miliardi. In particolare, è stato riconosciuto un ulteriore finanziamento di oltre 2 miliardi per i contratti di filiera agroalimentare, pesca e foreste. La misura Parco Agrisolare, che ha registrato un overbooking di domande, è stata particolarmente apprezzata dalla Commissione europea, tanto da essere implementata con altri 850 milioni. Un caso virtuoso di incremento dell’obiettivo iniziale fissato con il Piano nazionale di ripresa e resilienza, in termini di potenza installata da fonti rinnovabili. Il ministro dell’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Francesco Lollobrigida si è detto “molto soddisfatto di quanto ottenuto da questo complesso negoziato, che conferma la concretezza del lavoro per far tornare centrali l’agricoltura, la pesca, il settore forestale e sostenere gli agricoltori”.

2) In Italia si consumano sempre meno frutta, verdura e legumi: In Italia si consumano poca frutta, verdura e legumi. A dirlo è l’indagine sui consumi alimentari degli italiani realizzata dal Crea, Centro di Ricerca Alimenti e Nutrizione. La quantità media di frutta consumata ogni giorno è di 166 grammi, verdura 147 e legumi 9.

3) Allarme nel piatto, la blacklist dei cibi più contaminati: Dai fichi turchi ai pistacchi iraniani, dalle spezie indiane ai litchi cinesi. È questa la black list dei cibi più pericolosi che rischiano di finire nel carrello degli italiani alla ricerca del risparmio a tavola. A lanciare l’allarme è una nuova analisi della Coldiretti basata sulle elaborazioni del sistema di allerta Rapido (Rassf). In Italia – sottolinea la Coldiretti – oltre otto prodotti su dieci pericolosi per la sicurezza alimentare provengono dall’estero (86%). I pericoli maggiori per la salute dei consumatori italiani – continua la Coldiretti – sono venuti dai fichi secchi della Turchia per le aflatossine, dal pesce spagnolo per l’alto contenuto di mercurio, dalla carne di pollo polacca contaminata da salmonella e poi da cozze e vongole spagnole sempre con salmonella insieme al batterio dell’escherichia coli. Molto pericolosi anche i pistacchi da Turchia, Iran e anche Stati Uniti per l’elevato contenuto di aflatossine cancerogene. In caso di allarme alimentare le maggiori preoccupazioni sono proprio determinate dalla difficoltà di rintracciare rapidamente i prodotti a rischio per toglierli dal commercio generando un calo di fiducia.  “E’ necessario che tutti i prodotti che entrano nei confini nazionali ed europei rispettino gli stessi criteri – afferma Coldiretti – garantendo che dietro gli alimenti, italiani e stranieri, in vendita sugli scaffali ci sia un analogo percorso di qualità che riguarda l’ambiente, il lavoro e la salute”.

4) Nasce il Servizio Civile Agricolo: Nasce il “Servizio Civile Agricolo”. Il Ministero per lo Sport e i Giovani e il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste hanno firmato il firmato il Protocollo d’intesa per il Servizio Civile Agricolo, che si aggiunge ai bandi tematici già avviati in ambito digitale e ambientale e che ha l’obiettivo di coinvolgere nel primo anno mille giovani, grazie a un investimento di circa 7 milioni di euro, messi a disposizione dalle strutture dei due Ministeri.
Il Protocollo punta a “rafforzare il Servizio Civile come strumento di promozione e sviluppo dell’agricoltura, in particolare quella sociale”, offrendo ai giovani la possibilità di acquisire competenze trasversali che aumentino le prospettive di occupabilità in ambito agricolo e agroalimentare, promuovendo e potenziando la conoscenza delle pratiche e della cultura contadina, in particolare nelle aree interne della Nazione, valorizzando il welfare di prossimità al fine di potenziare l’erogazione dei servizi primari nel settore. Vari i possibili ambiti di attuazione: dall’agricoltura sociale alla promozione dei corretti stili di vita alimentari anche nell’ottica di contribuire a contrastare i disturbi dell’alimentazione.