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Agricoltura, dall’etichettatura alla legge sul biologico. Quali sfide attendono il Ministro Patuanelli

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“Proteggere il futuro dell’ambiente, conciliandolo con il progresso e il benessere sociale, richiede un approccio nuovo: digitalizzazione, agricoltura, salute, energia, aerospazio, cloud computing, scuole ed educazione, protezione dei territori, biodiversità, riscaldamento globale ed effetto serra, sono diverse facce di una sfida poliedrica che vede al centro l’ecosistema in cui si svilupperanno tutte le azioni umane”.

È un passaggio del discorso che il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha pronunciato al Senato nel corso delle dichiarazioni programmatiche del Governo per chiedere la fiducia del Parlamento al nuovo Esecutivo.

Pochi i passaggi dedicati al mondo agricolo, ma sono tanti i provvedimenti in scadenza che lo riguardano e che sono fondamentali per il contrasto ai cambiamenti climatici.

Sono infatti consistenti le emissioni di gas serra provenienti dal settore agricolo e includono sia le emissioni relative alla produzione diretta, sia le emissioni di combustibili fossi lungo la filiera agricola, nonché quelle derivanti dalla deforestazione volta ad ottenere nuove superfici coltivabili.

Tra i principali gas serra generati dal mondo agricolo troviamo metano e protossido di azoto, molto più potenti dell’anidride carbonica, generati dall’uso di fertilizzanti, deiezioni animali e gestione intensiva del suolo.

Circa la metà delle emissioni prodotte da questo settore sono dovute agli allevamenti zootecnici che includono la produzione e la lavorazione dei mangimi, la fermentazione enterica e la decomposizione del letame.

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In attesa di approvazione c’è la Legge sul Biologico che, dopo aver incassato l’approvazione all’unanimità in Commissione al Senato, è passata alla Camera per il completamento dell’iter.

Destino simile per la Legge di recepimento della Direttiva contro le pratiche sleali nei rapporti tra imprese e filiera agroalimentare, licenziata dal Senato ed in attesa del secondo passaggio a Montecitorio.

A Palazzo Montecitorio ci sono poi le proposte di legge (semplificazione agricola, la salvaguardia dei castagneti, le piccole produzioni locali, l’imprenditoria femminile e l’agricoltura contadina) presentate dal presidente della Commissione Agricoltura, Filippo Gallinella, che attendono solo di essere calendarizzate.

Fondamentale e di primaria importanza è però l’audizione, che dovrebbe tenersi quanto prima, del neo Ministro per le Politiche Agricole, Stefano Patuanelli, sui due temi chiave per la definizione della nuova Politica Agricola Comune (Pac): Recovery Plan e Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Ma non è tutto. Il Ministro Patuanelli dovrà, in tempi rapidi, dare risposta alle sollecitazioni rivolte dalle organizzazioni del mondo agricolo su come rimettere in moto questo settore pesantemente piegato dalla pandemia.

In una dichiarazione all’ANSA, il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini sottolinea come “in un momento difficile per l’economia dobbiamo portare sul mercato il valore aggiunto della trasparenza in etichetta a difesa del vero made in Italy”, evidenziando al contempo l’impegno già dimostrato da Patuanelli nel via libera all’etichettatura di origine per i salumi.

Un tassello che Prandini ritiene fondamentale dal momento che in Europa si sta chiudendo il cerchio sul Nutriscore: il meccanismo di etichettatura-semaforo dei prodotti che penalizzerebbe molto il sistema alimentare italiano e la Dieta Mediterranea in generale.

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Mentre Assobio auspica che il governo Draghi ponga massima attenzione alla strategia “Farm to Fork“, definita dalla Commissione Ue come il cuore del Green Deal, Confeuro si augura che Politiche Agricole e Transizione Ecologica lavorino a stretto contatto.

“Per produrre un impatto misurabile sulla qualità dell’ambiente e sulla tutela del territorio – spiega Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro – il ministero della Transizione ecologica dovrà lavorare in stretto coordinamento con quello delle Politiche agricole. Con l’istituzione del nuovo ministero, il Governo Draghi ha lanciato un segnale preciso in tema di politica energetica e ambientale. Affinché non resti un’operazione di facciata, è però indispensabile che il mondo agricolo sia coinvolto sin dall’inizio nel processo di transizione”.

Secondo Tiso, “l’Europa ha già tracciato un percorso chiaro con le strategie Biodiversità e Farm to fork, che stabiliscono traguardi ambiziosi per il sistema agroalimentare nel suo complesso. È compito del Governo Draghi riprendere il lavoro laddove si era interrotto, facendo dell’Italia uno dei Paesi capofila della rivoluzione verde”.

“Una volta incassata la fiducia del Parlamento – conclude il presidente Confeuro – è importante che i ministri Patuanelli e Cingolani chiariscano come intendono collaborare per far sì che l’agricoltura diventi uno dei pilastri della transizione ecologica”.

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