Politica

Agricoltura, proteste a Parigi e Berlino. E il Made in Italy?

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Agricoltura. Blocco del traffico, disagi e balle di fieno sugli Champs- Elysées.

Sono oltre mille gli agricoltori francesi che, a bordo dei loro trattori, hanno raggiunto la Ville Lumiére per denunciare la “distorsione della concorrenza” tra i prodotti francesi e quelli esteri.

Alcuni sindacalisti si sono inoltre scagliati contro gli accordi di libero scambio sanciti dall’Unione europea, ritenuti ingiusti, e hanno chiesto di incontrare Macron.

Gli agricoltori chiedono anche pensioni più alte, visto che attualmente non superano i 760 euro contro i 1380 di media nazionale.

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“Siamo a favore della riforma delle pensioni se garantisce un regime universale, compreso per gli agricoltori” – afferma Arnaud Rousseau, membro della Federazione nazionale degli eserciti agricoli (Fnsea).

Sostengo la collera e le loro manifestazioni” – ha detto il ministro dell’Agricoltura, Didier Guillame ai microfono dell’emittente radiofonica “Europe 1”, spiegando che il governo propone “un sostegno nei confronti della grande distribuzione”.

Ma la protesta delle campagne non riguarda solo la Francia: proprio ieri cinquemila trattori e mezzi pesanti si sono riversati davanti alla porta di Brandeburgo a Berlino.

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Un pericolo, quello della concorrenza sleale e del falso Made In, che riguarda anche il nostro Paese.

Nonostante l’aumento delle esportazioni agroalimentari Made in Italy, che nel 2018 hanno raggiunto il valore di 41,8 miliardi, oggi ancora più di due prodotti italiani su tre venduti nel mondo sono Italian Sounding.

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Il valore del falso Made in Italy agroalimentare nel mondo, è salito ad oltre 100 miliardi, con un aumento record del 70% nel corso dell’ultimo decennio.

Molti produttori stranieri, infatti, si servono di nomi, denominazioni geografiche, immagini, colori e marchi che evocano l’Italia, inducendo il consumatore ad associare erroneamente l’imitazione ad un prodotto autentico.

 

 

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