L’agricoltura ha un forte impatto sull’ambiente a causa, tra le altre cose, dell’utilizzo di pesticidi e dell’emissioni di gas serra. Per combattere tutto ciò l’Ordine degli agronomi di Milano, Pavia, Lodi e Monza sta pensando di introdurre una figura ad hoc per la salvaguardia dell’ambiente in agricoltura.

La proposta è arrivata dal neo segretario dell’Ordine dei dottori agronomi e forestali di Milano, Pavia, Lodi e Monza Giovanni Molina: introdurre in agricoltura la figura dell’agronomo condotto, per salvaguardare il territorio, la produzione agricola e l’ambiente.

“La sfida che il mondo agricolo deve affrontare nel 2022 è epocale – ha dichiarato Molina -. La sostenibilità, la transizione ecologica, la sopravvivenza del genere umano passano per un ripensamento della produzione del cibo e del settore primario”.

“Consumare il suolo – ha spiegato Giovanni Molinasignifica usarlo male o rinunciare a coltivarlo, cioè rinunciare alla funzione di produzione del cibo e usarlo come discarica. Ma l’errore peggiore è far di tutte le erbe un fascio, modo di dire rurale, che rende bene il concetto: vi sono prodotti lavorati correttamente, stabilizzati, senza inquinanti e con alta concentrazione di sostanza organica che possono essere impiegati anche nei terreni impoveriti dalla monocoltura, per migliorarne la fertilità, ma oggi s’impiegano fanghi maleodoranti e molto spesso al limite della legalità che preoccupano cittadini e tecnici del settore. La pubblica amministrazione non riesce a effettuare controlli capillari. Forse dovremmo pensare a una nuova figura professionale, con elevate competenze nel campo tecnico e biologico e conoscenze radicate delle peculiarità territoriali: quella, appunto, dell’agronomo condotto”.

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