Attualità

Agricoltura, nei mercati primizie in anticipo di un mese. Colpa dei cambiamenti climatici

Condividi

Agricoltura. Primizie in netto anticipo nei mercati italiani.

Nella Capitale si trovano già, con un mese di anticipo, il carciofo romanesco; le fragole e gli agretti.

Portata a termine anche la prima raccolta di fave nel Lazio.

In Puglia, si sta raccogliendo con 45 giorni di anticipo il carciofo Igp di Brindisi mentre broccoli, cavolfiori, cime di rapa e piselli da tardivi sono diventati precoci.

Anche in Veneto gli asparagi sono maturati oltre 10 giorni prima del normale.

È quanto emerge dal monitoraggio della Coldiretti sui mercati degli agricoltori di Campagna Amica sugli effetti concreti dei cambiamenti climatici in occasione dell’ultimo weekend alla vigilia della primavera dedicato all’arrivo delle primizie in tutta Italia.

Clima, allarme Coldiretti: 14 miliardi di euro di danni all’agricoltura nell’ultimo decennio

Il caldo anomalo di questo “inverno pazzo” ha stravolto l’ormai consolidata variabilità stagionale, mandando non solo in tilt le coltivazioni nei campi lungo tutto lo Stivale ma anche le offerte stagionali normalmente presenti su scaffali e bancarelle in questo periodo dell’anno.

Il surriscaldamento globale infatti, non colpisce solo le imprese agricole con lo sconvolgimento dei normali cicli colturali che impatta sul calendario di raccolta e sulle disponibilità, ma anche i consumatori che sono costretti a fare i conti con le fluttuazioni anomale dell’offerta e dei prezzi dei prodotti che mettono nel carrello della spesa.

Quest’anno, le precipitazioni si sono dimezzate al nord, le temperature invernali sono state di 0,4 gradi superiori alla media lungo tutta la penisola, con una punta nel nord dove la colonna di mercurio è stata addirittura di circa un grado al di sopra del periodo di riferimento 1971-2000.

Clima, in marcia a Roma il 23 marzo. Siamo ancora in tempo

Un fatto tutt’altro che isolato.

Nel 2018 infatti, si sono registrati valori superiori di 1,48 gradi la media storica.

“L’andamento anomalo di questo inverno conferma dunque – spiega la Coldiretti – i cambiamenti climatici in atto che si manifestano con la più elevata frequenza di eventi estremi e sfasamenti stagionali che sconvolgono i normali cicli colturali ed impattano sul calendario di raccolta e sulle disponibilità dei prodotti”.

La ‘finta’ primavera – si legge nel monitoraggio – quest’anno ha provocato uno shock alle coltivazioni ingannate dall’insolito tepore che ha fatto maturare in modo repentino e simultaneo gli ortaggi rendendo impossibile una programmazione scalare della raccolta. Il risultato è un boom di primizie sui banchi di verdure e ortaggi dove è possibile trovare una grande varietà di offerta Made in Italy. E’ tuttavia importante verificare sempre l’origine nazionale in etichetta che – ci tiene a precisare l’organizzazione datoriale – è obbligatoria per la frutta e verdura.

Sorvegliati speciali, le piante da frutto (dai mandorli agli albicocchi fino ad alcune varietà di pesche), che si sono “risvegliate” in forte anticipo rispetto all’arrivo della primavera e, in molti casi, sono fiorite e risultano ora particolarmente vulnerabili ad un eventuale ritorno del maltempo.

“L’agricoltura – precisa infine la Coldiretti – si conferma come l’attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici ma è anche il settore più impegnato per contrastarli. Una nuova sfida per le imprese agricole che devono interpretare le novità segnalate dalla meteorologia e gli effetti sui cicli delle colture, sulla gestione delle acque e sulla sicurezza del territorio”.

 

(Visited 84 times, 1 visits today)

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Teleambiente.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi di teleambiente.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Stefano Zago