Territorio

Agricoltura biologica, cosa prevede il provvedimento all’esame del Senato

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Agricoltura biologica. È  iniziato lo scorso 19 marzo in Commissione agricoltura in Sento l’esame del Disegno di Legge sull’agricoltura biologica, già approvato in prima lettura alla Camera lo scorso 11 dicembre.

Il testo, è il risultato dell’unificazione di tre diverse proposte di legge PD, M5S e Lega e definisce la produzione biologica come attività di interesse nazionale con funzione sociale e ambientale.

Relatore del testo, composto di 20 articoli, è il cinque stelle Francesco Mollame.

Nel primo articolo del Ddl viene data una definizione di “produzione biologica”, ovvero quella “produzione agricola, agroalimentare e dell’acquacoltura ottenuta conformemente alla normativa europea ed a quella nazionale di settore”.

La produzione biologica – viene specificato poi – è attività di interesse nazionale con funzione sociale ed ambientale.

Biologico, la Puglia è una delle tre Regioni più bio d’Italia

Tra le misure più rilevanti troviamo:

  • l’istituzione del marchio biologico italiano per caratterizzare i prodotti biologici ottenuti da materia prima italiana contraddistinti dall’indicazione “Biologico Italiano”. Il marchio è di proprietà esclusiva del Ministero e può essere richiesto su base volontaria. Quanto al logo, sarà individuato tramite concorso da bandire entro 180 giorni dalla giornata di entrata in vigore della legge.

 

  • l’istituzione presso il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari Forestali e del Turismo, un Tavolo tecnico per la produzione biologica. Questo tavolo sarà costituito da tre rappresentanti nominati dal Ministro delle Politiche Agricole (di cui uno con funzioni di presidente), da un rappresentante nominato dal Ministro della Salute, da un rappresentante nominato dal Ministro dell’Ambiente, da quattro rappresentanti delle Regioni e delle Province autonome di Trento e Bolzano, da un rappresentante dell’Anci e da vari altri esponenti di organizzazioni professionali e associazioni di settore. Compito del Tavolo, delineare gli indirizzi e le priorità del Piano, esprimere pareri sui provvedimenti a riguardo (sia nazionali che europei) e proporre interventi per organizzare le attività di promozione dei prodotti biologici.

Agricoltura Biologica, ok della Camera. Il biologico è di interesse nazionale

  • L’adozione, ogni tre anni, da parte del Ministero delle Politiche agricole del Piano d’azione nazionale per la produzione biologica e i prodotti biologici che prevede interventi per lo sviluppo della produzione biologica con l’obiettivo di favorire la conversione al metodo biologico delle imprese agricole, agroalimentari e dell’acquacoltura convenzionali e di sostenere la costituzione di forme associative e contrattuali per rafforzare l’organizzazione della filiera dei prodotti biologici (ogni anno il responsabile del dicastero presenta alle Camere una relazione sullo stato di attuazione del Piano).

 

  • l’istituzione nella sede del Mipaaft un Fondo per lo sviluppo della produzione biologica in modo da finanziare iniziative per lo sviluppo della produzione stessa.

 

  • Si aggiungono alla categoria dei distretti biologici e dei biodistretti, anche i sistemi produttivi locali a spiccata vocazione agricola nei quali siano significativi: la coltivazione, l’allevamento, la trasformazione e la preparazione alimentare, all’interno del territorio individuato dal biodistretto, la produzione primaria biologica. I distretti biologici si caratterizzano per l’integrazione con le altre attività economiche presenti nell’area e per la presenza di aree paesaggisticamente rilevanti (al loro interno si limita l’uso di prodotti fitosanitari).I requisiti per la costituzione dei distretti sono disciplinati con decreto ministeriale.

 

  • nasce il Tavolo di Filiera per i prodotti biologici per promuovere l’organizzazione del mercato dei prodotti biologici e la stipula di intese di filiera che non possono comportare restrizioni della concorrenza ma possono prevedere specifici accordi per una programmazione previsionale e coordinata della produzione.

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Per favorire infine il riordino delle relazioni contrattuali nel settore dei prodotti biologici, il Ministero delle Politiche Agricole riconosce le organizzazioni interprofessionali della filiera dei prodotti biologici, vigila su di loro e approva richieste di estensione delle regole.

Queste organizzazioni hanno il compito di coordinare le modalità di immissione dei prodotti sul mercato e di redigere contratti tipo per la vendita di prodotti.

Il Mipaaft, tramite decreto, può riconoscere una sola organizzazione interprofessionale a livello nazionale o della sessa circoscrizione economica.

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