Secondo uno studio, pubblicato sulla rivista One Earth, un sistema agroalimentare biologico, sostenibile e rispettoso della biodiversità, potrebbe essere implementato in Europa e consentirebbe una convivenza equilibrata tra agricoltura e ambiente entro il 2050.

Lo studio, condotto dagli scienziati del Centre national de la recherche scientifique, dell’Università La Sorbona di Parigi, del Centro comune di ricerca (JRC) in Italia, dell’Università Politecnica di Madrid, della Chalmers University of Technology, in Svezia e dell’Università delle risorse naturali e scienze della vita applicate (in Austria), ha valutato la possibilità di adottare un sistema a livello europeo in grado di assicurare l’equilibrio tra agricoltura e ambiente.

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Gli scienziati propongono uno scenario a tre vie:

  • un cambiamento nella dieta, con un minor consumo di prodotti animali,
  • l’applicazione di principi di agroecologia, come la generalizzazione di sistemi di rotazione delle colture
  • la connessione di colture e allevamenti in regioni specializzate.

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Limitando l’allevamento intensivo, le importazioni di mangimi, l’uso di fertilizzanti azotati sintetici e pesticidi, sarebbe possibile rafforzare l’autonomia dell’Europa e raggiungere la completa indipendenza sostenibile entro il 2050.

Questo scenario permetterebbe non solo di esportare i cereali nei paesi che ne hanno bisogno, ma anche di ridurre sostanzialmente l’inquinamento idrico e le emissioni di gas serra nel settore dell’agricoltura.

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