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Agricoltura 4.0, in Italia vale tra i 370 e i 430 milioni

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Agricoltura 4.0. “Nella legge di Bilancio abbiamo iniziato a dare alcune risposte. Penso innanzitutto al taglio di 26 miliardi di euro di tasse, con l’impegno mantenuto nell’evitare l’aumento dell’Iva che sarebbe stata una stangata da 540 euro a famiglia e all’azzeramento dell’Irpef per gli agricoltori, una misura che vale 200 milioni di euro. Soldi che ora le aziende potranno investire nei territori, non assistenzialismo come vorrebbe dire qualcuno. Abbiamo iniziato a dare una prima risposta anche a quanti sono stati danneggiati dalla cimice asiatica, con una dotazione iniziale da 80 milioni di euro nel triennio”.

A dirlo, il Ministro delle Politiche Agricole, Teresa Bellanova, nel suo intervento alla Tavola rotonda “Agricoltura Digitale 4.0: sicurezza, sostenibilità e casi virtuosi” promossa da Confagricoltura.

“Ci sono 30 milioni di euro per i contratti di filiera nel grano, più dieci milioni dal bilancio 2019 – ha precisato Bellanova – mentre sul fronte dell’innovazione c’è la proroga degli incentivi per le macchine dell’agricoltura di precisione nell’ambito di Impresa 4.0”.

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“Nel decreto fiscale abbiamo esteso le garanzie per chi fa investimenti innovativi anche in agricoltura – ha puntualizzato il ministro – ci attende un lavoro parlamentare per irrobustire ancora gli interventi per il settore e migliorare alcune scelte che ci preoccupano, come per la Sugar e la Plastic tax“.

Quando al connubio tecnologia ed ecologia – ha aggiunto Bellanova – “siamo assolutamente convinti che devono andare insieme”.

Il mercato globale dell’agricoltura 4.0 nel 2018, di cui il 30% generato in Europa, vale circa 7 miliardi di dollari.

In Italia il mercato ha un valore compreso fra i 370 e i 430 milioni di euro, il 5% di quello globale e il 18% di quello europeo, generato da oltre 110 aziende fornitrici fra player affermati e startup.

E sono oltre 300 le soluzioni già sul mercato, impiegate dal 55% delle aziende agricole intervistate.

Il digitale, secondo l’Osservatorio Smart Agrifood della School of Management del Politecnico di Milano e del laboratorio RISE dell’Università degli Studi di Brescia, innova anche tracciabilità e qualità alimentare: con 133 soluzioni già disponibili, il 38% delle aziende ha migliorato l’efficacia del processo, il 32% l’efficienza.

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I casi virtuosi presentati durante la tavola rotonda dimostrano, per il Ministro “come attraverso l’innovazione si possano ottenere risultati importanti dal punto di vista del risparmio di bilancio e del miglioramento della sostenibilità ambientale. Meno acqua sprecata con l’irrigazione di precisione, meno sostanze chimiche con il controllo 4.0, meno trattamenti con l’analisi”.

“Ci sono opportunità importanti nello sviluppo di soluzioni sempre più adatte alle nostre colture. Sarà importante – ha concluso il ministro – che tanti giovani, tante nuove start up provino a confrontarsi con le esigenze di futuro del mondo agricolo”.

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