Agricoltura, inaugurato museo dedicato a Nazareno Strampelli

“Rievocare la vita e l’opera di personalità come Strampelli, che hanno dato un contributo fondamentale all’innovazione dell’agricoltura, alla cosiddetta ‘rivoluzione verde’ credo che sia fondamentale. Sempre di più noi ricorderemo anche gli scienziati, il loro lavoro, la loro dedizione, la loro opera”, Gennaro Sangiuliano, ministro della Cultura.

Inaugurato al ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle foreste il museo romano dedicato a Nazareno Strampelli, agronomo genetista, padre dell’agricoltura moderna italiana.

Lo scienziato fondatore dell’Istituto nazionale di genetica di Roma, sperimentò delle prove d’ibridazione dei grani per la produzione di nuovi tipi di frumento resistenti alle malattie. Il museo permette di visionare diverse apparecchiature appartenute a Strampelli, tra queste anche 600 ampolle contenenti i grani migliorati. Presenti alla cerimonia di apertura, il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, e il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle foreste, Francesco Lollobrigida.

“Rievocare la vita e l’opera di personalità come Strampelli, – dichiara il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano – che hanno dato un contributo fondamentale all’innovazione dell’agricoltura, alla cosiddetta ‘rivoluzione verde’ credo che sia fondamentale. Sempre di più noi ricorderemo anche gli scienziati, il loro lavoro, la loro dedizione, la loro opera”.

“A parità di consumo del suolo – dichiara il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle foreste Francesco Lollobrigida – raddoppiò le produzioni di grano, non solo in Italia. Grazie ai suoi grani sono stati salvati milioni di vite sul pianeta e questo scienziato straordinario merita di essere ricordato dove i suoi studi furono caratterizzati da un centro di eccellenza, che è il comune di Rieti, ma anche qui al ministero che lo deve onorare con una presenza che possa essere visibile ai giovani e a coloro che avranno voglia di vedere come una persona, partendo da uno sgabello e una scrivania, riuscì a cambiare il destino dell’umanità in un settore di questa natura. Non parliamo di passato per vicende nostalgiche ma come base per ragionare e costruire il futuro essendo consapevoli oltre che orgogliosi di quanto l’Italia ha fatto e di quanto potrà fare descrivendo un modello di sicurezza alimentare che non prescinda dalla salute, dal benessere che può essere dato solo dal cibo realizzato con modalità che tengano presente il legame profondo che c’è tra uomo, lavoro e terra”.