Agricoltura, Enpaia: “Chiediamo al governo equiparazione con fondi pensione”

“È una crescita che ci ha un po’ meravigliato ma che è frutto di una grande capacità di innovare e di stare dalla parte delle aziende”, Piazza, Presidente Fondazione ENPAIA.

+4,61% per il portafoglio immobiliare e +4,29% per quello mobiliare, per un utile complessivo di 38 milioni di euro. Sono i numeri registrati da Enpaia rispetto al 2021. Una crescita record per la fondazione, che è Ente Nazionale di Previdenza per gli Addetti e per gli Impiegati in Agricoltura, che ha presentato il suo rapporto annuale in Senato.

Per il futuro la richiesta al governo Meloni è di godere di una tassazione più bassa come quella prevista per i fondi che si occupano di previdenza.

Giorgio Piazza, Presidente Fondazione ENPAIA, ha dichiarato a TeleAmbiente: “È una crescita che ci ha un po’ meravigliato ma che è frutto di una grande capacità di innovare e di stare dalla parte delle aziende. Noi abbiamo vissuto in maniera molto attenta il periodo della pandemia, siccome il nostro settore di riferimento è l’agricoltura, questa ha avuto una grande capacità di resilienza e noi l’abbiamo seguita e l’abbiamo accompagnata: dal governo ci aspettiamo un’attenzione e soprattutto un’equiparazione dal punto di vista fiscale con, ad esempio, i fondi pensione che si occupano di previdenza in modo da equipararli e avere un regime di tassazione adeguato come i fondi pensione al 20%, non al 26%, e recuperare delle risorse per stare più vicino agli iscritti.”

Il governo assicura che il riordino del settore avverrà solo dopo avere ascoltato tutti i soggetti portatori di interessi.

Federico Freni, Sottosegretario al ministero dell’Economia, ha dichiarato a TeleAmbiente:Bisogna superare i particolarismi, ciò significa lavorare in un’ottica complessiva, dobbiamo guardare il mondo delle Casse come un mondo unitario e non dobbiamo guardare agli interessi di una cassa piuttosto che dell’altra. Se lavoreremo consentendo alle Casse di lavorare insieme al governo, questa è la cosa importante. Io credo che solo il dialogo con tutte le Casse ci consentirà di superare i particolarismi, sino ad oggi l’errore che è stato fatto, ammesso che di errori si tratti, è stato quello di non ascoltare tutti, dai più piccoli ai più grandi. Questo è un errore che, personalmente, non vorrei fare.”

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