Agricoltura biologica, le 10 proposte delle associazioni per accelerare la transizione agroecologica

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“È l’ora del Bio – Una risorsa strategica per uscire dalle crisi. Il convegno a Roma organizzato da Aiab, Assobio, Associazione per l’agricoltura biodinamica, FederBio.

Agricoltura biologica. Cosa cambia con l’approvazione della legge?

Il 2023 vedrà il mantenimento per circa 1 miliardo e mezzo delle politiche sul biologico fatte a livello regionale. Risorse ingenti verranno trasferite dal primo al secondo pilastro per 90 milioni di euro all’anno. Siamo primi in Europa per numero di operatori, terzi per superficie coltivata, aumentata di 100mila ettari rispetto al 2021. Sicilia, Puglia, Calabria e Toscana le regioni più attive nel settore. Si tratta del settore bio”.  A fornire questi numeri Stefano Patuanelli, Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, durante il convegno “È l’ora dell’agricoltura biologica”, forte dell’approvazione della legge sull’agricoltura biologica avvenuta il 2 marzo 2022.

La tavola rotonda ha visto esponenti politici dialogare con i maggiori rappresentanti del settore per valutare le prospettive che adesso si aprono per permettere che quanto previsto dalla legge si realizzi in concreto.

“E’ un settore in crescita, sai dal punto di vista della produzione che dei consumi, e su questi soprattutto oggi bisogna lavorare perché le difficoltà economiche stanno incidendo sulle famiglie. Per questo l’approvazione della legge è importante. –  ha dichiarato a TeleAmbiente Maria Grazia Mammuccini, presidente FederBioBisogna attuarla rapidamente attraverso il piano di azione. Ci sono a disposizione per il bio, da qui al 2027, quasi 3mld di euro, da spendere bene, a sostegno della produzione per valorizzare il made in Italy bio e i distretti biologici nel nostro paese, e al tempo stesso informare i cittadini per far aumentare i consumi in maniera che si possa tenere un equilibrio tra produzione e consumi e valorizzare bene il nostro sistema agroalimentare”.

Durante la tavola rotonda il ministro Patuanelli ha affermato che: “La produzione che parte dal 2023 vedrà il mantenimento per circa 1 miliardo e mezzo delle politiche sul biologico fatte a livello regionale con il Programma di Sviluppo Rurale che avrà una declinazione nazionale. Risorse ingenti verranno trasferite dal primo al secondo pilastro per 90 milioni di euro all’anno”.

Dopo 15 anni di tentativi, nei mesi scorsi il Parlamento ha finalmente varato una legge per la valorizzazione dell’agricoltura biologica: obiettivi primari sono la diffusione dell’agricoltura pulita, puntando sia sulla crescita della produzione che sull’aumento di consumi, in coerenza con le politiche europee del Green Deal. Si tratta di un passo importantissimo per l’intero Paese e per la sua capacità di avviare un vero percorso verso la sicurezza alimentare e ambientale, anche e soprattutto nell’attuale quadro geopolitico.

Ogni anno chiudono in Italia 30.000 aziende agricole a conferma che in molti casi l’agricoltura convenzionale non è in grado di garantire un reddito adeguato agli agricoltori: con il biologico, che cura la fertilità della terra, valorizza la qualità dei prodotti e del territorio rilanciando circuiti locali di produzione e consumo, una parte di questi agricoltori potrebbero rimanere in campo, assicurando al nostro Paese una riserva strategica di cibo.

Esattamente come per le rinnovabili, il biologico è la strada da intraprendere per sostenere le crisi internazionali come quella che stiamo fronteggiando con il conflitto in Ucraina, puntando su sistemi di produzione più indipendenti da input esterni e più resilienti e allo stesso tempo in grado di prendere con decisione la strada della transizione ecologica.

Per celebrare il successo della legge e lanciare le 10 proposte per accelerare il percorso verso un’agricoltura più pulita e un’alimentazione più sicura, le Associazioni del biologico (Aiab, AssoBio, Associazione per l’agricoltura biodinamica e FederBio) hanno organizzato un convegno con la partecipazione del Ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli, del Sottosegretario Francesco Battistoni e dei parlamentari che hanno proposto e lavorato per l’approvazione della legge.

Infatti, assieme a Maria Grazia Mammuccini (presidente FederBio)Giuseppe Romano (presidente Aiab), Carlo Triarico (presidente Associazione Agricoltura Biodinamica) e Roberto Zanoni (presidente AssoBio), hanno partecipato all’iniziativa – tra gli altri – i deputati Maria Chiara Gadda, Susanna Cenni, Pasquale Maglione e il senatore Mino Taricco.

La legge sul biologico prevede il marchio del “Made in Italy Bio” che può favorire la realizzazione di filiere di bio 100% nazionale e al giusto prezzo, per valorizzare la qualità italiana e affermarla verso l’export; il riconoscimento dei distretti biologici per territori dove è il biologico il modello di produzione di riferimento e che costituiscono un’opportunità strategica per le aree interne e le aree naturali protette. Inoltre la legge ha aperto la strada a innovazione, ricerca, formazione degli agricoltori per favorire la conversione al biologico, e a comunicazione e informazione dei cittadini per sostenere l’aumento dei consumi dei prodotti bio.

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