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AGRICOLTURA BIO, LEADER DI ALCE NERO CANDIDATO CON LEU. NO PESTICIDI E PRIVATIZZAZIONE SEMENTI

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Roma. Agricoltura bio. Lucio Cavazzoni scende in campo per difendere l’agricoltura sostenibile. Il presidente di Alce Nero, azienda leader nel settore del cibo bio, ha accettato la proposta di Pietro Grasso di candidarsi in Liberi e Uguali. Obiettivo, quello di dare voce politica al suo “no ai pesticidi” e alla sua “battaglia per impedire la privatizzazione delle sementi”.

A contattare inizialmente il leader dell’agricoltura verde, Rossella Muroni, ex presidente di Legambiente e oggi coordinatrice di LeU. “Mi ha chiesto di di dare una mano al loro programma sull’agricoltura. – ha dichiarato Cavazzoni – Ho accettato perché la considero una persona capace, legata alla terra. Ho scritto tre pagine con le cose in cui credo. Da tempo pensavo all’idea di portare le mie battaglie fuori dall’ambito ristretto dell’azienda.”

E così è stato. Il presidente di Alce Nero ha dato le sue dimissioni dall’azienza, in cui ha lavorato per 40 anni e ora darà il via alla sua battaglia politica a difesa del bio. “Una battaglia che può esplodere” l’ha definita, in quanto “l’innovazione ambientale può essere uno strumento capace di sviluppare una economia orizzontale, che riporta ricchezza nei territori e la toglie dalle mani di pochi.” E a convincerlo a portare la sua motivazione sul panorama politico italiano è stato Pietro Grasso, che lo stesso Cavazzoni ha descritto come “un pulito, un sognatore”.

A 61 anni, con alle spalle una laurea in sociologia e ormai zero quote della sua società storica, Cavazzoni è pronto per portare avanti la sua filosofia dell’agricoltura verde. “Fino a 15 anni fa che faceva il bio veniva considerato uno sfigato che vendeva cose di elite per pochi ricchi. – ha commentato – Ora invece sta maturando una coscienza, il rapporto tra le persone e il cibo sta cambiando.”

Un cambiamento che però comporta anche qualche rischio. Molti degli imprenditori noti sul territorio nazionale che hanno lasciato la vecchia strada per intraprendere quella politica, non hanno ottenuto i risultati sperati. “ Sono consapevole del rischio, però mi è parso giusto provarci. – ha affermato, convinto della sua scelta – In parte del Pd e anche nel M5s l’attenzione per questi temi è alta. Credo che si possano fare dei passi avanti.”

Il mondo ideale di Cavazzoni non ha allevamenti intensivi, che “producono solo cibo di pessima qualità e non danno lavoro”, preferendo piccoli allevamenti a favore di ricchezza e salute.

E Cavazzoni da sempre lavora per rappresentare al meglio il principio alla base della sua azienda. “Alce nero era un indiano d’America che già nell’800 aveva già detto tutto sul rapporto tra uomo e natura. – ha detto – E io da ragazzo mi sono innamorato di questo visionario”

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