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AGOSTO PAZZO, MILIONI DI EURO DI DANNI ALL’AGRICOLTURA NEL 2018

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Agricoltura. Milioni di euro di danni e coltivazioni pessime alla raccolta che sono andate distrutte da nord a sud.

è il bilancio dell’ultima ondata di maltempo che ha colpito l’Italia con grandine, bombe d’acqua e nubifragi.

“Un pazzo agosto”, l’ha definito la Coldiretti nella sua analisi degli effetti di una perturbazione anomala che ha spezzato l’estate, sottolineando poi la necessità di avviare le verifiche per la dichiarazione dello stato di calamità nelle aree colpite.

Diverse decine di ettari tra meleti, vigneti e grano saraceno – evidenzia la Confederazione nazionale degli agricoltori – sono stati investiti da una tempesta di ghiaccio ha colpito i comuni tra Ponte in Valtellina, Chiuro e Teglio in Lombardia.

In Emilia Romagna ammontano ormai a centinaia di migliaia di euro i danni all’agricoltura nella zona di Sesto Imolese, Medicina e Castel Guelfo, dove sono caduti chicchi di grandine della dimensione di grosse noci su frutteti, pere, mele e kiwi.

In Sardegna invece, le ultime piogge sono state il colpo di grazia per molte colture stressate in un mese di agosto che si classifica come il più piovoso sull’isola da quando si raccolgono i dati (1922).

Terreni allagati, frutti devastati dalla troppa acqua, dalla forza delle precipitazioni e dalle grandinate – spiega la Coldiretti – oltre che invase dai funghi che in queste condizioni trovano il proprio habitat naturale e possono proliferare tranquillamente con milioni di euro di perdite per l’agricoltura sarda.
I danni non hanno risparmiato neanche la Basilicata, dove la coltura maggiormente danneggiata è il pomodoro da industria e i danni superano il 30% delle produzioni.

In Puglia, il maltempo ha colpito frutteti, vigneti e oliveti.
Una vera e propria strage per le pregiate uve Primitivo in provincia di Taranto dove, secondo quanto accertato dalla Coldiretti Jonica, una bomba d’acqua e vento ha danneggiato il 60% della
produzione.

Nel Lazio – conclude la Coldiretti – gravissimi i danni riportati dalle aziende, con raccolti decimati, coltivazioni distrutte, recinzioni abbattute, alberi spezzati dal vento, serre e capannoni divelti. Colpiti in particolare frutteti e vigneti, prossimi alla raccolta.

Tra le zone più danneggiate quella di Tarquinia, l’area compresa tra Velletri e Cisterna di Latina e, nel Frusinate, tra Pontecorvo e Aquino.

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