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AGOSTO CHE NON TI ASPETTI SALE IL PIL. CALANO GLI SBARCHI

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Di Antonio Creti
A sorpresa il PIL del secondo trimestre sale dello 0,4, attestando la crescita all’1,5%. Ovvero a uno degli obiettivi mai raggiunti da Renzi. Ma qui c’è il silenzio di Gentiloni che col passo felpato di antica memoria democristiana, sul calare dell’estate mette in cascina due obiettivi, fino ad un paio di mesi impensabili: la drastica riduzione degli sbarchi selvaggi (calati del 57% a parità di mese) che rischiavano di far crollare il Governo sotto l’incalzare delle opposizioni e, davvero a sorpresa, questa crescita cospicua del PIL (prodotto interno lordo), ovvero la cifra delle dinamicità e vitalità di un Paese.
L’Italia cresce più della Gran Bretagna (0,3), poco meno della Francia (0,5) e della Germania (0,6), ma stacca tutta una serie di paesi (GB, Austria, Belgio, Polonia, Grecia) facendo un bel passo avanti nelle classifiche UE.
In testa l’Olanda con un altisonante 1,5%, la Spagna (0,9), mentre la media UE è appena dello 0,6% a conferma della bontà del risultato italiano, mai così in alto dal 2011.
Insomma, l’industria italiana ha ripreso a tirare. Merito del comparto manifatturiero; della chimica¸ dell’export in generale cresciuto dell’8,0% nel primo semestre dell’anno. Questo ultimo elemento non è da sottovalutare, tenendo conto che l’euro è ai massimi storici e che il dollaro si lecca le ferite inferte da Trump e la sterlina è in crollo verticale e rischia addirittura la parità, grazie alla scelta avventurosa della Brexit e alla fermezza della UE che sta respingendo al mittente tutte le proposte di accordo spedite dalla May, sempre più sull’orlo del collasso.
Invece questi dati rendono meno problematica la Legge di Bilancio (la vecchia Finanziaria) che dovrà essere approvata dopo l’estate. Non a caso Padoan già parla di aiuti ai giovani.
Sul versante degli sbarchi dei migranti l’Italia non molla la presa con l’UE. Ieri Gentiloni ha ricordato a Juncker che ci aspettiamo il finanziamento di 270 milioni concordato nel vertice di Tallinn, mentre in giornata Minniti ha ammonito via di togliere i soldati inviati da Vienna al Brennero per verificare la tenuto del confine austro-italiano.
C’è da essere felici e soddisfatti? Mica tanto. Siamo sempre nel tunnel: la crisi non risparmia le fasce più deboli e famiglie e giovani sono in vista di un settembre che si annuncia duro e amaro, le ferite del terremoto di Amatrice appaiono ancora aperte, il Governo naviga a vista sulla legge elettorale, ma come ha detto Marco Minniti, riusciamo a intravedere, in fondo a quel tunnel, un luce ancora lontana e fioca. Ma la luce c’è!

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