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Agitu Ideo Gudeta, uccisa l’imprenditrice simbolo di integrazione, giustizia e rispetto della natura

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E’ morta Agitu Ideo Gudeta, un’imprenditrice di 42 anni, proprietaria dell’azienda agricola “La capra felice”. E’ stata uccisa a martellate da un suo dipendente. Con lei se ne va una donna ricordato da tutti per aver saputo ricostruire la sua vita con passione lottando contro i pregiudizi.

Agitu Ideo Gudeta era un’imprenditrice e allevatrice di capre in Trentino di una razza rustica locale in via d’estinzione. Era fuggita dall’Etiopia nel 2010 per contrasti con il governo militare, perché contestava la pratica del land grabbing, dal forte impatto sia sull’ambiente che sull’economia e la cultura locale. E’ stata trovata morta nella sua casa di Frassilongo.

E’ stato arrestato dai carabinieri e ha confessato di averla uccisa Adam S. dipendente dell’azienda agricola La capra felice che la donna aveva creato in Val dei Mocheni. La vittima è stata uccisa a martellate, aveva il cranio fracassato, e abusata sessualmente. Il movente, come ha detto agli inquirenti l’uomo, sarebbe stato uno stipendio non pagato. 

Con lei se ne va un simbolo positivo non solo di integrazione e autodeterminazione, ma anche di un modo di fare impresa attento alla sostenibilità ambientale e sociale.

Inizialmente le indagini si erano anche focalizzate sull’uomo di Fierozzo che due anni fa aveva minacciato ed aggredito Agitu, condannato nel gennaio scorso per lesioni.

Agitu, diventata la ‘regina delle capre felici‘, in quell’angolo di montagna era partita allevando 15 capre autoctone arrivando oggi a quota 150 oltre a 50 galline ovaiole. Nel giugno scorso in piena crisi economica causata dalla pandemia di Covid-19, Agitu Ideo Gudeta aveva aperto in piazza Venezia a Trento la prima ‘Bottega della Capra Felice‘. In quell’occasione la pastora disse, “non dobbiamo fermarci, con i sogni costruiamo il nostro futuro“. All’interno del negozio oltre a trovare ortaggi, formaggi, uova e anche prodotti di cosmesi anche un angolo lettura e il caffè etiope.

Agitu, nata ad Addis Abeba nel 1978, aveva studiato sociologia all’Università di Trento e poi era tornata nel suo Paese. Nel 2010, a causa della situazione di conflitto interna, aveva fatto ritorno in Italia e nella Valle dei Mocheni, dove dal Medioevo vive una minoranza di lingua tedesca, aveva dato vita alla sua azienda della quale si erano occupate anche trasmissioni televisive e riviste come Vanity Fair. Sul  profilo Fb della sua azienda aveva scritto  pochi giorni fa: “Buon Natale a te che vieni dal sud, buon natale a te che vieni dal nord, buon natale a te che vieni dal mare, buon natale per una nuova visione e consapevolezza nei nostri cuori“. Nel 2019 è stata finalista del premio Minazzi ideato nella città casalese. 

Sgomento ed orrore sono i primi sentimenti che colpiscono tutti i Trentini nell’apprendere dell’orribile omicidio di Agitu Ideo Gudeta, la pastora di origini etiope che aveva trovato in Trentino la sua piena integrazione. Alla fine di questo anno terribile torna la triste realtà della violenza di genere e del femminicidio. Nel ricordo di questa giovane imprenditrice lavoratrice e donna di valore voglio rimarcare con forza la necessità di continuare una lotta senza quartiere alla violenza nei confronti delle donne, un morbo che sarà sconfitto solo con una risposta corale di tutti. Basta violenza sulle donne!”. Così in una nota il presidente del Consiglio regionale del Trentino Alto Adige, Roberto Paccher, esprime “un pensiero di cordoglio per Agitu che si è laureata e poi impegnata per seguire il suo sogno, stroncato da una mano ignobile e violenta“.

Il dolore per la perdita di Agitu Ideo Gudeta è immenso“. Lo scrive in una nota Lucia Coppola dei Verdi del Trentino, che descrive “una donna libera e intelligente, sapiente e forte. Coraggiosa e piena di energia vitale e positività. La sua morte è una sconfitta per il nostro Trentino, terra di accoglienza e rispetto. Il dolore e la disperazione ci fanno stringere il cuore“.

Anche Brigitte Foppa, dei Verdi dell’Alto Adige, interviene scrivendo di un “ennesimo femminicidio nella nostra Regione ci sconvolge, ci addolora e ci fa arrabbiare. E’ morta massacrata una donna che si è impegnata sempre per i diritti di ogni persona e per una giusta e pacifica convivenza, una donna che questi valori li ha vissuti personalmente fino in fondo. Noi piangiamo oggi Agitu Gudeta Ideo e con lei quegli ideali di integrazione, di giustizia, di rispetto della natura e del prossimo che con questa morte hanno subito un duro colpo“.

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